Qui Santa Faustina si fa in tre

Un punto fermo in quartiere periferico della Capitale alle prese con i problemi della quotidianità. Abbraccia tre zone della città: Quartaccio, Torresina, Mazzalupo. Serve circa 20.000 abitanti in due Municipi, XIII e XIV, «facendo quello che si può». Il parroco, padre Walter Morrin, ci tiene a precisare: «Siamo una parrocchia come le altre, sorta in tempi recenti, nel 2008, con in cantiere attività uguali alle altre realtà parrocchiali romane. Non abbiamo iniziative particolari, proviamo solo a dare una mano a rendere migliore nello spirito la vita dei residenti». È Santa Faustina Kowalska, la comunità comprendente tre Chiese (la più nuova prefabbricata, quella in via Thomas Mann e un’altra a Mazzalupo con un gruppo di incontro dei fedeli su Facebook che pullula di contatti) dedicata ad una personalità polacca d’eccezione, venerata da tanti, legata a filo doppio alla particolare visione di Gesù misericordioso. «Non siamo gemellati con la Polonia per via di Santa Faustina, ma siamo in contatto con la terra di Wojtyla», continua padre Walter, aiutato nel suo lavoro giornaliero da un’ottantina di collaboratori laici: «Il vero motore dell’attività parrocchiale», come li definisce lui. Per venire incontro alle esigenze delle famiglie della zona si è adibito uno spazio ludico nel giardino della parrocchia in cui i genitori possono portare i loro bambini. Scivolo, altalena, cerchi: la semplicità di divertirsi con giochi tradizionali. Qui vita di borgata e vita comunitaria praticamente coincidono: «C'è collaborazione, c'è interazione». Così i parrocchiani hanno deciso di creare a un blog del quartiere «affiliato» alla Chiesa, con notizie utili sugli incontri, le iniziative, gli orari delle funzioni, delle riunioni dei gruppi etc. Poi, l'oratorio, i corsi di formazione, la catechesi, le attività con gli adolescenti. E la palestra, con corsi dilettantistici organizzati da associazioni sportive preparatorie, in collaborazione con la Federazione del Coni: karate, pallavolo per le ragazze, calcio per i maschi, ma pure basket e ginnastica libera. Le squadre - più di 300 iscritti nel complesso - sono preparate in base all’età (venendo incontro alle diverse situazioni familiari) e partecipano anche ai campionati della Federazione. Ancora, l'attività caritativa assistenziale a oltre 120 nuclei familiari: ascolto e distribuzione di viveri una volta al mese, «andando incontro alle diverse richieste, facendo il possibile in nostro possesso. Dipende tutto anche dalla generosità delle altre famiglie». Il rapporto con le nuove leve passa attraverso il cammino per i giovani adolescenti: vari gruppi che sperimentano differenti esperienze. Come la visita ai centri anziani e alle case riposo della zona: «Per Natale i ragazzi hanno cantato per 50 persone anziane e portato loro regali realizzati con le loro mani nel laboratorio dell'oratorio. Un'iniziativa promossa dagli animatori che ha insegnato loro il contatto con una particolare realtà di vita». Una "comunità in crescita" che periodicamente organizza pellegrinaggi in località italiane: «Alla fine dell'anno sociale - racconta ancora padre Walter - mettiamo a punto con tutta la comunità (famiglie, bimbi, nonni, etc) una giornata di svago muovendoci con 3-4 pullman. L'ultima tappa è stata Orvieto e Collevalenza. Ma siamo stati anche al Parco nazionale d'Abruzzo: un pic nic tutti insieme». Dalle feste patronali, con gli scatti immortalati sui social network, ai tanti momenti di riflessione, dialogo, solidarietà e diletto. Come stare in una grande famiglia, osservati dall’alto da Santa Faustina.