Monte Livata senza copertura Inutili gps e cellulari

Una telefonata allunga la vita, ripeteva il vecchio slogan della società telefonica. Ma allora c'era solo la cornetta col filo, e non si andava oltre il cavo. Però, anche adesso che c'è la telefonia mobile, si rischia di restare al palo dell'antenna che non c'è, com'è accaduto ad Alexia Canestrari, la madre dispersa coi 2 bimbi nella lunghissima notte di San Silvestro a Monte Livata. Il cellulare della 36enne aveva solo il 22 per cento di batteria carica, quand'è partita per l'ormai fatidica passeggiata con Manuel, Nicole ed il loro slittino. Ma, poco dopo la villa di Campo dell'Osso che li ospitava, già non c'era più «campo» per chiedere aiuti o rispondere alle incessanti chiamate del padre dei piccoli. Perché l'area protetta più vasta del Lazio, quella del Parco dei Monti Simbruini, si «protegge» spesso anche dal segnale della telefonia mobile, carente e a volte assente nelle aree più fittamente boscate dei suoi 30 mila ettari. Da anni residenti, proprietari di villini e residence, escursionisti e sciatori lamentano il segnale intermittente o assente. Ed ora, dopo il caso eclatante di capodanno, il presidente della Comunità montana dell'Aniene, Luciano Romanzi, lancia un sos alle società telefoniche e alla Regione: «provvedano subito alla copertura del segnale telefonico, a partire da quello essenziale per le chiamate d'emergenza. Anche la Regione, che ha appena finanziato il rilancio dell'unica stazione scioviaria della provincia romana stanziando 2 milioni e mezzo per l'installazione della seggiovia, pensi a dotare Livata del servizio wi-fi già concesso ad altre zone turistiche». Il Soccorso alpino del Lazio, che nel 2013 ha portato a termine 200 salvataggi, ricorda a tutti che «la via privilegiata sarebbe quella di avere con sè un apparecchio Gps, ma se non lo si ha basta cercare una posizione dove ci sia il segnale telefonico». Il problema, però, è trovarlo. Nel penultimo caso di smarrimento sul Monte Livata, il 15 dicembre scorso, un 45enne di Tivoli aveva perso l'orientamento alle 13 e 30, ma solo alle ore 15 è riuscito a trovare il segnale per chiamare il 112.