Storie d’altri tempi La cattura della Befana tra nastri adesivi spaghi e candele

Come si poteva non credere all’esistenza della Befana quando si aveva una madre “saltimbanco” che la sera prima dell’ epifania e durante tutta la notte correva, saltava, fischiava, bussava alla finestra, compariva e scompariva alla velocità del vento? Eravamo tre fratellini, vicini di età e quell’anno assolutamente decisi di acchiapparla o almeno a vederla, quella piccola strega o vecchina misteriosa con la scopa, i dolci e i giocattoli. Preparammo minuziosamente questa cattura spargendo sui balconi cera per pavimenti e andando a dormire con spaghi, nastri adesivi e candele, tutto rigorosamente nascosto fra le lenzuola. L’avremmo presa. Ma quella notte la vecchina non venne. Era tempo di guerra e nostra madre ci aveva avvisati che la Befana non aveva i soldi per fare tanti regali e che, oltretutto, avrebbe privilegiato i bambini più poveri. Ci rassegnammo a non vederla, ma fino all’alba l’aspettammo comunque ansiosi. Al mattino trovammo ai piedi del camino 3 panetti di ottimo burro di cui eravamo ghiotti e niente altro. Allora la Befana, anche se povera, era venuta? Domanda che sarebbe rimasta senza risposta se non avessimo visto nostra madre avanzare a fatica verso di noi, con le stampelle, e visibilmente dolorante. «Chissà cosa è successo, sono scivolata sul ballatoio…» Fu un attimo, un lampo di luce, tutto chiaro: era lei la Befana, era caduta sul nostro sentiero di guerra. Avevamo vinto! Ma ne restammo comunque delusi e in un attimo scoprimmo quello che non avremmo mai voluto sapere: avevamo per anni sognato una cosa inesistente. Fu quindi l’ultimo sospiro di fanciullesca ingenuità e il primo impatto con la più seria adolescenza.