La sua cupola è la terza di Roma

Eretta nel 1953, è stata affidata ai Padri salesiani che ne sono proprietari. Paolo VI nel 1965 la promosse alla dignità di basilica minore; la sua cupola, come diametro, è la terza tra le chiese della Capitale, dopo quelle del Pantheon e della Basilica di San Pietro. È la storia sintetica della parrocchia di San Giovanni Bosco, costruita agli inizi degli anni Cinquanta del Novecento in viale dei Salesiani, zona Tuscolana che serve 40.000 abitanti, dal noto architetto siciliano Gaetano Rapisardi e inaugurata nel 1959. La memoria storica è racchiusa tutta negli scatti in bianco e nero che sono a disposizione in rete. Film, concerti, Lectio divina, Adorazione eucaristica, coro, incontri spirituali, l’itinerario per i fidanzati, l’apostolato della preghiera, l’Azione cattolica, la comunità neocatecumenale «Gesù risorto», ma anche pellegrinaggi e viaggi programmati, nel carnet delle principali attività, con un gruppo Facebook che fa proseliti, aggiornato con tutte le novità della comunità, un profilo su Twitter e tanti video che spopolano sul canale Youtube, in linea con la valorizzazione delle comunicazioni sociali, tema già caro a Benedetto XVI. E un parroco, Don Giancarlo Manieri, che la guida dal 2011, parecchio attivo su tutti i fronti: sul sito ha anche un filo diretto con i fedeli. Domande e risposte sugli argomenti più disparati: dal gioco d’azzardo alle intenzioni di preghiera fino ai commenti sull’attualità. Oltre a una rubrica intitolata Fraternamente, all’interno del giornale della parrocchia, dove spazia dall’Europa ai libri. È stato per 13 anni direttore de Il Bollettino Salesiano, fondato da Don Bosco nel 1877 e diventata rivista ufficiale della congregazione salesiana. Oggi ha oltre 400 mila copie nello Stivale, 57 edizioni nel mondo in 29 lingue ed è diffusa in 131 Paesi con milioni di copie. «Fra le attività più gradite ai parrocchiani - spiega Don Giancarlo - c’è l’Unisped, l’Università della Terza età che propone corsi di informatica, archeologia, pittura, lingua (francese, spagnolo, inglese), taglio e cucito, ricamo, psicologia. Poi, le corali e il Diorama di Pasqua che la gente chiama il Presepio di Pasqua: «una chicca», unico al mondo, segnalato dall’Osservatore Romano, visitato da migliaia di persone. Quella della prossima Pasqua sarà la terza edizione. E, ancora, i gruppi giovanili in oratorio, Fede e Luce, un gruppo per diversamente abili che si raduna mensilmente per una giornata appositamente studiata per loro». Insomma, la parrocchia è un fiume in piena che sforna iniziative a iosa. «Tanti sono i volontari che danno una mano e c’è pure il folto gruppo dei salesiani cooperatori - la terza famiglia fondata da Don Bosco, un po’ come il terz’ordine francescano». Momenti pensati per giovani, universitari e adulti, con un occhio di riguardo alla cultura e all'arte racchiusa nelle opere della parrocchia, alla musica anche per bambini, al cinema teatro Don Bosco e alla danza, con corsi in tutte le salse, compresi i balli di gruppo e le nuove tendenze come la zumba. Non manca la mensa settimanale per i senza fissa dimora, il laboratorio teatrale, l'educazione al movimento, «Condividi», l’italiano per stranieri in cripta e, sul fronte del sociale, l’assistenza, il centro ascolto, il banco alimentare, il consultorio familiare «San Domenico Savio» e pure il circolo ricreativo. Perché «la carità è lo sbocco naturale del cristiano». Orari e percorsi stabiliti rigorosamente come da calendario. Nel nome del santo torinese Giovanni Bosco, fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice.