Mister Ok ci ripensa: «Mi tuffo»
Il tuffo del primo gennaio 2013, il 25esimo dall'inizio della sua carriera, doveva essere l'ultimo. Ma il leggendario «Mister Ok», al secolo Maurizio Palmulli, non ce l'ha fatta a rinunciare al tradizionale appuntamento atteso da tutti i romani: sarà ancora una volta lui, per il 26esimo anno, a inaugurare il nuovo anno nella Capitale lanciandosi da ponte Cavour. «Mi hanno chiesto di rituffarmi e so che ci saranno tanti bambini a vederlo, non ho potuto dire di no» ha detto Palmulli, bagnino di prefessione, che puntuale allo scoccare di mezzogiorno, allo sparo del cannone del Gianicolo, si lancerà da ponte Cavour. «Con il passare degli anni l’altezza diventa sempre più grande - spiega Palmulli - Ma per me è sempre la stessa bellissima emozione: l'adrenalina dura per giorni e quell'entusiasmo mi ricarica». In realtà Palmulli quest'anno aveva già fatto un'eccezione rispetto a quanto annunciato il primo gennaio. Era stato il regista Paolo Sorrentino a convincerlo a infilarsi di nuovo il costume da bagno per cimentarsi nel volo d'angelo per il suo ultimo film «La Grande Bellezza». «Visto che questo, anche grazie alla mia città, è stato un anno magnanimo nei miei confronti, ho deciso di dedicare il tuffo a tutto il popolo di Roma: è il mio modo di augurare a tutti un buon anno», spiega Palmulli. Mister Ok rivolge anche un invito al sindaco Ignazio Marino: «Sarebbe bello se il sindaco venisse ad assistere a questa bella tradizione, che è una festa per tutti i romani». Palmulli è erede di una lunga tradizione, inaugurata da Rick De Sonay, che nel 1946 cominciò a tuffarsi da Ponte Cavour la mattina di ogni anno nuovo, rassicurando gli spettatori con un «ok» che gli è valso il soprannome. «Mister Ok» quest'anno sarà affiancato da altri tre tuffatori, tra i quali Marco Fois, che lo accompagna ormai da 12 anni nelle acque del Tevere il primo giorno dell'anno. Ma come si prepara Palmulli al tuffo? «Al cenone di Capodanno mangio il giusto e vado a dormire poco dopo la mezzanotte.La paura c'è, ma è cosciente, la concentrazione è tale che non mi permette di pensare ad altro. Appena salgo sul ponte, un attimo prima di sentire lo sparo del cannone del Gianicolo, ho l'adrenalina, poi appena mi tuffo e salgo in superficie comincio a tremare perchè scarico la tensione e mi resta solo l'entusiamo del risultato raggiunto».