Inamidata e bianca Parte dalla camicia l’operazione credibilità
Il futurista russo rivoluzionario Vladimir Vladimirovic Majakovskij amava indossarla bianca inamidata. Il presidente Barak Obama la porta con la cravatta. Matteo Renzi ne ha fatto il capo cult del suo abbigliamento. La camicia bianca, regina delle passerelle, trionfa negli armadi dei giornalisti, dei politici e degli opinion leader. Finiscono così in soffitta quelle vintage «bacchettate» e tinta unita celesti. Il sindaco di Firenze candidato alle primarie del Pd sfodera un look giovanile prima alla «Fonzie»: chiodo di pelle e T-shirt bianca girocollo per poi tornare al primo amore: l’amata camicia bianca. Questo capo d’abbigliamento diventa così un mezzo di comunicazione, che sembra recitare prima lo slogan «più bianco non si può», per poi diventare in senso metaforico il «più credibile non si può». Un look che mette tutti d’ accordo dalla mamma vecchio stile, alla nonna, ai più giovani e a chi vive in modo vintage. È il trionfo del life stile renziano che contagia molti della politica. Innumerevoli i parlamentari che hanno adottato il mood renziano per andare in tv, nella speranza che vinca l’abito e non il «politico» di turno. Bersani lo aveva già fatto quando aveva cercato di copiare Obama con le maniche risvoltate della camicia, ma il risultato non è stato dei migliori. Così eccoli entrare in Parlamento: i più berlusconiani indossano la camicia senza botton down con il collo rigido ed inamidato, nel Pd i cuperliani la preferiscono con la cravatta, mentre a Roma il sindaco Marino la abbina con la giacca abbottonata. Bipartisan e intramontabili quelle targate oltreoceano della Brooks Brothers, per gli addetti ai lavori la preferita è quella «no iron - slim fit». Una vera mania. Gianni Alemanno ne ha fatto il capo cult della sua campagna elettorale, mentre Marco Travaglio e Luca Telese la indossano nei programmi tv. Ora il politico veste «bianco».