Agenzia sulle tossicodipendenze Nuovi bandi, è coop contro coop
Con lo scioglimento dell’Agenzia capitolina sulle tossicodipendenze si riapre la caccia ai finanziamenti pubblici, che ha sempre creato problemi fuori ma anche dentro il circolo "chiuso" delle coop, che a colpi di ricorsi convivono sì, ma ad una regola: che nessuno pesti i piedi agli altri nei servizi "storicamente" gestiti. Recente, aprile 2012, e indicativa è la battaglia legale ingaggiata da Il Cammino, che ha contestato davanti al Tar l’aggiudicazione di un bando citando le sentenze di condanna del concorrente, un passato intrecciato alla tossicodipendenza poi riabilitato. Che sarebbe, nei fatti, uno degli obiettivi di queste cooperative. Col trasferimento delle competenze dell’Agenzia al Dipartimento Politiche sociali del Comune, le "vecchie" coop che per dieci anni hanno gestito centri di accoglienza e servizi sul territorio - per lo più Magliana80, Parsec, Villa Maraini, Il Cammino e La Tenda - tornano perciò a sperare. Qualcuna propone finanziamenti ad hoc, altre l’accreditamento comunale o regionale, si è comunque d’accordo su un punto: i bandi pubblici in scadenza nella prima parte del 2014, introdotti dall’attuale direttore dell’agenzia Massimo Canu dopo dodici anni di proroghe delle convenzioni agli stessi soggetti, complicano solo le cose. Per dirla con le parole di Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini, «io non compro mattonelle, un bando si fa per delle cose, non nel campo dei servizi alla persona: dopo 37 anni di attività non possiamo ritrovarci umiliati a rincorrere delle gare per ottenere finanziamenti, boicottati ogni 12-18 mesi per fare finta che ci sia un progetto quando questa per noi è la realtà quotidiana». Anche chi si è aggiudicato il bando, Villa Maraini del centro notturno, è quindi ugualmente scontento: «Da luglio 2012 non veniamo pagati, in totale 420mila euro di credito - aggiorna da Villa Maraini Franco Gambacurta - il sindaco Marino verrà in visita la prossima settimana, gli spiegheremo come Canu ha chiuso servizi storici strangolando di burocrazia il settore». Così, le regole diventano "burocrazia", e l’oligopolio "storia": «Noi abbiamo gestito questi centri e servizi per vent’anni e i controlli c’erano eccome - dice Stefano Regio, presidente de Il Cammino - la comunità Città della Pieve nasce con noi, noi l’abbiamo creata, ora che ce l’hanno tolta costa di più, 730mila euro rispetto ai 620mila circa nostri». Guerra fuori, dicevamo, e guerra dentro. Il Cammino l’anno scorso ha presentato (e poi perso) un ricorso al Tar contro una "collega", la coop Villa Maraini assieme a La XIII, che si era aggiudicata la gestione di un "suo" centro residenziale di reinserimento: «Il legale rappresentante della coop La XIII - si scrive nel ricorso - risulta avere sentenze penali di condanna, ma agli atti non emerge che l’amministrazione abbia svolto la valutazione di non incidenza degli stessi sulla moralità professionale». «Ma come - ribattono daVilla Maraini - si prendono soldi pubblici per il reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti, e poi si hanno pregiudizi sulla loro riabilitazione!».