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Rivolta ai Fori. Marino tradito dai ciclisti

E a via Labicana scoppia la protesta dei residenti che difendono un automobilista dai vigili

La rabbia dei residenti di via Labicana da una parte, la delusione dei ciclisti romani dall’altra. Due posizioni radicalmente opposte per un unico grande malcontento, verso quella che è già definita da tutti come la «mala-pedonalizzazione». È stato un pomeriggio di contestazione quello di ieri nei confronti del sindaco Ignazio Marino, tutta concentrata nel chilometro scarso che va da via dei Fori Imperiali a via Labicana.

La prima inattesa miccia esplode proprio nei pressi di Colle Oppio, all’angolo con via Pietro Verri. Intorno alle 16 un automobilista lascia per qualche minuto l’auto in doppia fila, una vigilessa lo riprende invitandolo a rimuovere immediatamente il mezzo, lui inizia a urlare e i due quasi finiscono alle mani: intervengono dopo qualche minuto i carabinieri, ma i residenti e i commercianti solidarizzano con l’automobilista e scendono in massa in strada. È il caos. Circa 30-40 persone si riversano su via Labicana e iniziano a camminare avanti e indietro sulle uniche strisce pedonali sopravvissute all’installazione dei tanto odiati new jersey in cemento, bloccando di fatto il traffico. Momenti di tensione quando un’automobilista litiga con i manifestanti, lascia la macchina in mezzo alla strada e se ne va via con le auto incolonnate, tornando dopo quasi cinque minuti, fra clacson, parolacce e scene di isteria collettiva.

Nel mirino dei manifestanti la nuova viabilità della zona: l’eliminazione dei parcheggi, l’impossibilità di girare verso San Giovanni se non proprio dalla strettissima via Verri, l’eccessiva vicinanza fra il marciapiede e le auto che «sfrecciano anche a 80-90 all’ora». «Marino non può fare il protagonista sulle spalle dei cittadini - afferma la signora Anna - pensasse ai veri problemi, come quello della sicurezza». Sul posto si precipitano anche il presidente del comitato commercianti, Marco Veloccia, e il consigliere di Fratelli d’Italia, Stefano Tozzi. «Si tratta di una manifestazione spontanea - ricorda - e questo dimostra che la tensione è altissima. A questo punto consiglierei al sindaco Marino di prendere atto del fallimento di questo progetto e di concentrarsi su un altro tipo di pedonalizzazione, quella di via dei Cerchi e piazza della Bocca della Verità».

Un paio ore dopo, poche centinaia di metri più in là, arriva a Marino la pugnalata che forse fa più male: quella dei suoi colleghi ciclisti. Ben 200 manifestanti «armati di due ruote e buone gambe» che, grazie al tam tam sui social network, si danno appuntamento all’incrocio tra via Fori Imperiali e via Cavour, bloccano il traffico e iniziano a pedalare avanti e indietro per tutto il tratto interessato dal parziale stop del Comune, mostrando al sindaco come sarebbe da intendersi una vera pedonalizzazione: solo ciclisti e pedoni, niente taxi, bus, auto blu, scorte e quant’altro. «Il nostro sogno - racconta Paolo, dell’associazione Salvaciclisti - è una città a misura di ciclista. Questa cosa qui non è né carne e né pesce, il sindaco Marino abbia il coraggio di creare una vera isola pedonale o ripristini la situazione precedente». Poi la proposta: «Vogliamo il limite di 30 all’ora nelle strade del centro storico: solo così possiamo evitare altre stragi, come quella dei 1000 morti sulle due ruote nell’ultimo anno».

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