Pronti soccorso a rischio collasso per l'influenza

Orail picco dell'influenza è alle porte e il rischio di collasso del sistema si fa sempre più concreto. Verso la fine di gennaio infatti si registrerà l'apice delle influenze e, come succede ogni anno, saranno i pronto soccorso a dover accogliere i casi più gravi», spiega Codici. «Come si affronta la situazione se già in condizioni normali i pazienti sono costretti ad aspettare per ore sulle barelle ed esiste una strutturale carenza di posti letto? - continua l'associazione - di sicuro la mancanza di una rete territoriale penalizza molto i pronto soccorso, che in questo modo devono farsi carico di tutti i pazienti del caso. Non mancano, infatti, i casi di pronto soccorso in tilt, carenti di strumenti basilari e a volte scarsamente adatti a curare i pazienti. I problemi sono radicati già da tempo, considerando che, secondo dati resi pubblici nel 2011 dal sindacato Spes, in media ogni giorno nel Lazio ci sono 350-400 pazienti bloccati in barella che non possono essere ricoverati per mancanza di posti letto». E ancora: «Per migliorare la situazione sanitaria del Lazio il Codici aveva già proposto diversi spunti: potenziamento della rete territoriale sanitaria, eliminazione gli eventuali reparti ospedalieri aperti e tenuti in vita solo per affidare un incarico a un nuovo primario o dirigente, tagli agli stipendi d'oro dei dirigenti medici, taglio dell'intramoenia, accorpamento e quindi riduzione del 50% delle Asl romane». Il segretario nazionale Ivano Giacomelli spiega che «manca una rete territoriale sanitaria, per questo motivo i cittadini laziali non possono far altro che affollare i pronto soccorso. La scorsa settimana il sindaco si è detto preoccupato per l'arrivo del picco influenzale che inizierà tra qualche giorno e proseguirà per almeno due-tre settimane e potrebbe creare difficoltà nei già intasati pronto soccorso. Quest'anno la situazione potrebbe diventare critica perché le vaccinazioni antinfluenzali sono state inferiori alla media annuale».