Berlusconi sfoglia la margherita Domani il candidato presidente Pdl

FrancescoGiro, eputato Pdl ex sottosegretario ai Beni Culturali ed ex coordinatore regionale di Fi, è ottimista. Il centrodestra, secondo Giro, «può vincere» grazie al rilancio del Pdl opera «della leaderschip carismatica di Berlusconi», per il probabile voto a 70 consiglieri e anche «per la piccola ma non perniciosa suspense che si sta avendo sulla scelta del nostro candidato che sta alimentando un notevole interesse sulla nostra decisione che verrà assunta con spirito unitario e grande senso della concretezza». Ma, al di là dell'ottimismo di Giro, è evidente che una decisione sul candidato governatore andrà sciolta nel minor tempo possibile. Fonti interne al Pdl riferiscono che lunedì sarà il giorno buono. Beatrice Lorenzin, nonostante sul suo nome sia calato il silenzio negli ultimi due giorni, resta in pole position. «Al 90% sarà lei», dicono da via dell'Umiltà. L'ipotesi di convergere sulla candidatura dell'ex presidente della Provincia Silvano Moffa, deputato di Azione popolare, «non è mai stata presa in considerazione», anche se alcuni ex Fi ne discutevano venerdì alla convention della componente Sammarco al Palazzo dei Congressi ritenendo Moffa un valido antagonista di Zingaretti. Pure Storace sembra un'ipotesi tramontana, anche se non sono esclusi colpi di scena dell'ultim'ora. Tutto dipenderà da cosa diranno i sondaggi. Silvio Berlusconi, a cui spetta la decisione definitiva e che era stato invitato proprio da Storace ad affidarsi alle rilevazioni per scegliere il candidato migliore, domani avrà le risposte che aspetta e scioglierà la riserva. Il Pdl ha fatto sondaggiare cinque nomi: Beatrice Lorenzin, Francesco Storace, il magistrato Simonetta Matone, l'eurodeputata Roberta Angelilli e il vicesindaco Sveva Belviso. Il Pdl è unito sulla necessità di andare al voto con un proprio candidato, così da evitare l'effetto traino su La Destra e non rischiare di perdere un deputato, un senatore e due consiglieri regionali a vantaggio di Storace, al quale sarebbe stato anche proposto di correre senza il simbolo del proprio partito. Un'offerta tuttavia irricevibile. Il Pdl, tuttavia, è spaccato sul nome. Su Beatrice Lorenzin convergono la componente ex Fi che fa riferimento al capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto e al coordinatore romano Gianni Sammarco e il gruppo ex an del sindaco Gianni Alemanno. Antonio Tajani e Andrea Augello invece restano freddi. Il senatore ex An preferirebbe la Angelilli o la Belviso, entrambe espressione della propria componente. Mentre Fratelli d'Italia, dopo aver scartato ogni ipotesi di alleanza in caso di candidatura di Storace, ha già manifestato il proprio gradimento per la Lorenzin, che gode, fra l'altro, del sostegno del segretario nazionale Pdl Angelino Alfano. Intanto l'ex assessore e consigliere regionale Donato Robilotta fa sapere che i Socialisti Riformisti correranno.