«Fiorito non ha giustificazioni»

Loha scritto la Corte di Cassazione nello spiegare il perché, lo scorso dicembre, ha convalidato il sequestro dei beni ai danni di Fiorito, indagato per peculato. A Fiorito di recente sono stati accordati i domiciliari. «Nella complessiva condotta dell'indagato e nei suoi singoli segmenti - ha spiegato la sesta sezione penale della Suprema Corte - ricorrono tutti i presupposti o le condizioni di esistenza della fattispecie del peculato». Escluse dalla Cassazione anche le «finalità sociali» legate ai fatti contestati: «E ben chiaro che nel caso di Fiorito di siffatte ipotizzabili iniziative non vi è traccia alcuna», poiché «tutte le spendite del denaro formato dai contributi regionali e i trasferimenti di esso sui conti correnti privati dell'indagato» sono «privi di qualsiasi giustificazione anche solo larvatamente politica o partitica». Intanto si svolgerà il prossimo 14 febbraio davanti al gup la prima udienza del processo con il rito abbreviato per Fiorito. Fiorito era stato arrestato il 2 ottobre scorso perché accusato di essersi intascato circa un milione 380 mila euro dei fondi destinati al gruppo consiliare. Il 27 dicembre scorso sono stati concessi i domiciliari e Fiorito ora si trova detenuto ad Anagni.