Tariffe taxi. Spunta un altro rincaro

Spunta il giallo sul supplemento per chiamare il taxi. Nel nuovo regolamento consegnato ai tassisti, che deve essere affisso nell’auto, è comparsa la dicitura «il diritto fisso di chiamata da radiotaxi è pari a 3,50 euro». Un sovrapprezzo che si applica non appena il taxi viene chiamato. Fino ad oggi si pagava solo il costo del tempo che il taxi impiegava per raggiungere il cliente. Adesso, invece, a questo importo si devono sommare i 3,50 euro. Ma sono gli stessi tassisti a chiedere di eliminare il supplemento. Molti di loro assicurano: «Noi non lo applicheremo». All’inizio c’era chi aveva pensato che «il diritto di chiamata» dovesse sostituire l’importo del tassametro dal momento della telefonata al prelievo del cliente. Un’ipotesi che non regge, visto che il regolamento parla espressamente di supplemento e non di costo iniziale della corsa. Allo stato dei fatti, quindi, bisogna pagare sia il tragitto che il taxi compie per arrivare dal cliente sia il supplemento. Come detto, gli stessi tassisti si sono scagliati contro questa ulteriore gabella. A chiedere di cancellarla è il Fronte dei volenterosi ((Fit-Cisl, Ugl-Taxi Mit): «Sembra doverosa l’eliminazione del diritto di chiamata radiotaxi di 3,50 euro, sintomatico di poca trasparenza. Invitiamo i colleghi a non applicare il supplemento sulle corse prese via radio in attesa dell’imminente aggiustamento». Comunque, potrebbe essere necessaria una modifica della delibera di giunta approvata lo scorso 23 maggio. Per Angelo Mele di Assodemoscoop «il diritto di chiamata non ha senso, si deve continuare a pagare solo l’importo che il tassametro segna all’arrivo del taxi». È contrario anche Loreno Bittarelli del 3570: «Noi proponevamo di abrogarlo e sostituirlo con un tetto massimo di chiamata di 5 euro. Come 3570 abbiamo deciso di non richiedere il supplemento per la chiamata radiotaxi previsto dalla delibera e di rispettare l’importo massimo d’arrivo dal cliente di 5 euro, oltre lo scatto iniziale, come deliberato dalla commissione consultiva». Anche in questo modo, però, il rincaro è assicurato. Fino ad oggi, infatti, l’importo che si pagava all’arrivo dell’auto bianca non poteva superare i 2 euro nel caso in cui il taxi impiegasse meno di 5 minuti, 4 euro fino a 10 minuti e 6 euro dopo i 10 minuti. Portando il tetto a 5 euro, a prescindere dal tempo impiegato per arrivare, avremmo nella maggior parte dei casi un aumento. I tassisti comunque non si accontentano e chiedono quasi all’unanimità di cambiare la tariffa fissa tra l’aeroporto di Ciampino e le Mura Aureliane che il Campidoglio ha deciso di non aumentare lasciandola a 30 euro (mentre per Fiumicino è salita da 40 a 48 euro). Intanto, è stata consegnata ai tassisti la nuova ricevuta che devono consegnare al cliente. L’intestazione è «Roma Capitale», l’autista deve segnare il numero di licenza, il proprio nominativo, il percorso effettuato, la data di partenza e quella di arrivo. Angelo Mele la ritiene un’assurdità: «L’obbligo del nominativo è irregolare. È contraria a una vecchia delibera che toglieva proprio il nome del conducente dallo sportello dell’auto per ragioni di privacy». La ricevuta viene compilata a penna e consegnata al cliente.