Anche Coccìa promuove il canile Parrelli

«Gli animali sono in perfetta salute, sereni, il canile pulitissimo e sotto il profilo igienico ineccepibile, dobbiamo solo dire grazie a questa novantenne che, nonostante gli attacchi ingiustificati, ha la forza e la tenacia di mandare avanti questo posto»: così il medico veterinario delegato del sindaco alla tutela degli animali Federico Coccìa ha descritto la vera faccia del rifugio per animali abbandonati Parrelli, sulla Prenestina, che le fantasie di associazioni ambientaliste e non, da 50 anni dipingono come il «canile lager» indirizzandogli continue denunce per maltrattamenti. La realtà, già documentata da Il Tempo giovedì, è diametralmente opposta, come conferma anche Coccìa, intervenuto ieri pomeriggio nella puntata della trasmissione RomaUno condotta da Paola Danese dedicata agli animali. Coccìa, telecamere al seguito si è presentato al rifugio senza preavviso «per dare un giudizio oggettivo in veste di medico». Ne è uscito più che rassicurato: «La nostra ispezione è durata ore, abbiamo visionato fino all'ultimo box, io che di canili ne ho visti tanti sono rimasto piacevolmente stupito». Ha continuato citando «i box larghi, pulitissimi, aree di sgambamento protette dal sole, animali in salute e sereni, alcuni anche cicciottelli, per nulla incattiviti, che si lasciano avvicinare e cercano le coccole». Insomma «tutte le cattiverie sono chiacchiere: non è il giardino di Versailles, ma a nessun canile si chiede questo, soprattutto a una struttura che non prende un euro dal pubblico e si regge sulle proprie gambe, mi chiedo anch'io il perché di questi attacchi». Un'ulteriore conferma, dopo quelle scaturite dai sopralluoghi di febbraio di Asl RmB e Ministero della Salute, che sgombrano il campo da ogni dubbio. Si è piegato all'evidenza anche Fabrizio Santori, presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, che sul Parrelli aveva sparato a zero: «Le parole di Coccìa mi confortano - ha spiegato - ma continueremo a vigilare sugli altri canili, convenzionati che percepiscono fondi, per vedere come vengono impiegati». Se la politica inizierà ad occuparsi del business dei canili, la signora Giuseppina Parrelli - forse - potrà continuare a fare quello che ha sempre fatto, finalmente in pace: accudire migliaia di animali strappati ad una morte certa.