Volevano la strage. Trovate due bombe a Corviale

Volevano uccidere. Volevano la strage. Volevano seminare morte e distruzione con due ordigni e armi: una pistola mitragliatrice Skorpion e un fucile a canne mozze. L’armamentario di un commando di fuoco pronto a colpire chi si fosse trovato in un raggio di 500 metri. Il materiale è stato trovato l’altro giorno dai carabinieri di Villa Bonelli, nel labirinto di Corviale, sulla Portuense. Una bomba conteneva polvere pirica, grande quasi come un pallone da calcio, con due inneschi già inseriti, le micce a combustione lenta collegate e la superficie costellata da grossi bulloni metallici tenuti da strisce di nastro adesivo. L’altra era una sorta di pipe bomb, un cilindro metallico armato allo stesso modo, con minore forza distruttrice del primo ordigno ma dagli stessi effetti letali. Erano in posti diversi, all’interno di due cantine del serpentone in cemento nel territorio del XV Municipio, dove ha sede anche il XV Gruppo della polizia municipale e, a poca distanza, un centro per il disagio mentale. È un casermone di circa 1200 appartamenti dell’Istituto autonomo case popolari consegnato agli inquilini nell’ottobre ’82. Ma non tutti gli assegnatari sono regolari. Alcuni sono abusivi. Le cantine corrispondono alle abitazioni, ma non tutte ai reali possessori. Come quelle dove sono state trovate le due bombe. Sembra che il proprietario non si riesca a individuare. La bomba più potente, quella sferica coi bulloni appiccati sopra, è stata rinvenuta dopo aver forzato la porta blindata della cantina. L’altra, invece, si trovava in uno stesso locale, a pochi metri di distanza dal primo. Pare che la scoperta sia stata quasi casuale. I militari della stazione di Villa Bonelli, coordinati dalla Compagnia Eur diretta dal maggiore Rino Coppola, erano andati per controlli legati a un’altra indagine e si sono trovati di fronte al mistero delle bombe, delle armi e anche della droga rinvenuta negli stessi ambienti, senza aver potuto arrestare chi ha fabbricato gli strumenti di morte. La gente si è affollata. La presenza dei militari ha incuriosito. In zona si trova anche una sezione del Pdl e all’inizio si è pensato a un possibile attentato sventato alla sezione. Gli artificieri dell’Arma sono al lavoro per studiare gli ordigni. E stata allertata anche la polizia del Commissariato San Paolo. Trapela poco dagli investigatori orientati verso la criminalità comune. A prima vista, però, sembra che gli esplosivi siano stati confezionati con sapienza e che il bombarolo non avrebbe aspettato ancora molto prima di usarli. E le armi? Sono l’altro indizio di un mistero che lascia immaginare scenari organizzati, quasi militari. La pistola mitragliatrice Skorpion in passato è stata impiegata da estremisti che accompagnavano il loro pensiero politico con la forza della violenza, copione che oggi ripetono gli anarchici informali del Fai, alcuni dei quali sono stati catturati ieri in tutta Italia dai carabinieri del Ros sotto la regia della Procura di Perugia, accusati di vari attentati terroristici. La Skorpion è stata l’arma usata dai terroristi irlandesi dell’Ira e in molti agguati delle ex Brigate rosse, come il rapimento del presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, nel marzo 1978. Chi ha costruito le due bombe voleva seminare terrore. Forse di matrice politica. La sfera esplosiva avrebbe sparato i bulloni a circa 500 metri di distanza. Quindi non avrebbe colpito un obiettivo, ma più target e in modo indiscriminato.