Estetista e parrucchiere, mestieri anticrisi

Senei primi tre mesi del 2012 la Confesercenti ha segnalato quasi 500 chiusure di attività commerciali a Roma (saracinesche abbassate che vanno ad aggiungersi alle 4 mila del 2011), è altrettanto vero che il periodo nero non ha colpito tutti i settori. Per i centri di bellezza la crisi non c'è. Perché mettere mano al portafogli per investire nella cura del proprio corpo è diventata ormai una necessità alla quale non si può più rinunciare come a fare la spesa, anche a caro prezzo. «È evidente che il momento in generale è critico per tutti- spiega Paola, titolare del salone di bellezza Riflessi (via Sestio Calvino) - ma non abbiamo mai avuto una reale diminuzione dei clienti. Piuttosto, se non possono, allungano i tempi dei trattamenti». Un esempio? «Magari fanno la permanente dopo 9 mesi anziché 6, oppure i colpi di sole dopo 8 mesi invece di 6». Qual è la ricetta anticrisi? «Competenza e attenzione alla qualità - spiega Paola - elementi rappresentativi del "saper fare artigiano"». E lo stesso vale per il numero dei consumatori interessati alle cure estetiche, in continuo aumento. «Nessuno rinuncia a occuparsi del proprio corpo - spiega Sara, titolare del centro Estetica Kokai (via Arrigo Davila) - Continuiamo a vendere trattamenti e prodotti, soprattutto creme per il viso e massaggi». Anche le erboristerie si salvano dall'ecatombe della Confesercenti: secondo l'associazione ogni giorno, dall'inizio dell'anno, 10 esercenti di Roma hanno cessato l'attività. «Siamo un settore ancora privilegiato», commenta una commessa del negozio Erbocchio (via Tuscolana).