Cercano una casa gli archivi della moda

Èfelice Micol Fontana, dopo che il Comune ha risposto agli appelli assegnando alla sua Fondazione gli spazi della Casa internazionale delle donne di via della Lungara. Quattrocento metriquadri dove trasferire abiti, bozzetti, pubblicazioni, fotografie che parlano della storia delle Sorelle Fontana. Certo non è piazza di Spagna, dove l'atelier aveva la sua antica sede, ma è meglio di niente. Perché l'archivio storico delle Fontana ora si trova «strizzato» al primo piano della salita di San Sebastianello. Mentre dove sorgeva la boutique, su strada, ora c'è un negozio di abbigliamento casual. E allora, se tutto manca, ci si accontenta. Micol, 98 anni e grinta da vendere, è contenta di ricominciare nella sede di Trastevere. «Assieme ai miei nipoti - spiega - sono pronta ad affrontare questo nuovo impegno che dedico a tutti coloro che amano la moda, la creatività italiana e si vogliono cimentare in questo bellissimo lavoro, e alla mia città, Roma». L'archivio, tornato ad aumentare dopo il successo della fiction tv, che ha permesso la restituzione di molti abiti da parte delle clienti dell'epoca, attualmente è costituito da oltre 200 abiti dal 1940 al 1990, una vasta raccolta di figurini, ricami ed accessori, biblioteca, emeroteca, foto. La Fondazione custodisce inoltre i modelli creati per Jacqueline Kennedy, Grace di Monaco, Soraya di Persia, le principesse di Casa Savoia, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Ursula Andress, Ava Gardner e Linda Christian. Aspettando che la tanto sospirata «Casa della moda» diventi un progetto concreto (il Campidoglio la vorrebbe nelle ex Scuderie di Villa Ada ma Legambiente si è gia mesa di traverso), tutte le maison storiche cercano location adeguate per i propri archivi. «Erano 15 anni che le Sorelle Fontana chiedevano una collocazione e bene ha fatto il sindaco a trovare questi spazi - dice Stefano Dominella, presidente della maison Gattinoni - anche se 400 mq sono pochi per conservare un archivio pieno di abiti e bozzetti. Il Comune ha tanti spazi e dovrebbe metterli a disposizione per gli archivi di moda a beneficio delle scuole di designer italiane e mondiali e per chiunque voglia consultarli». Cerca una sede per realizzare il sogno di Fausto Sarli, una Fondazione a suo nome, anche Alberto Terranova che ha preso le redini della maison. «Spero di riuscire a trovare gli spazi adatti come Fontana e Capucci (che però se n'è dovuto andare a Firenze ndr) - dice Terranova - qualcosa di dedicato e non dispersivo». La palla, ora, passa ad Alemanno. Katia Perrini