«Prostituisciti se non vuoi le tue foto hard in Rete»

Controllatada una insospettabile casalinga, che diceva al marito che andava a fare la badante e invece faceva la "carceriera" in un appartamento in via Ariosto, nei pressi di via Merulana. Una odissea alla quale è stata costretta una ragazza romana di 27 anni da un barista di viale Ippocrate, Marco Ricci, 36 anni, con la complicità della donna, sua coetanea: lui residente a Cisterna, lei a Priverno, nel sud del Lazio. Entrambi arrestati dai carabinieri del Nucleo radiomobile del colonnello Mauro Conte con le accuse di induzione e sfruttamento della prostituzione. Durante le perquisizioni, trovate le foto del ricatto, due macchine fotografiche, una videocamera, agende, due computer e telefoni cellulari. La storia inizia nel maggio scorso. La vittima è disoccupata, ogni tanto trova quale lavoretto. Come molti appassionati, coltiva le sue amicizie anche sulla Rete dove scambia messaggi e conversa con nuovi e vecchi amici e anche gente conosciuta in altre occasioni. Marci Ricci era uno di questi. Lui e la ragazza si erano visti insieme con altri amici in comune nel corso di una serata. Quando si sono ritrovati su Internet, tra i due c'è stata una cordiale chiacchierata, quasi uno scambio di saluti. Poi il rapporto si è fatto fitto e hanno deciso di vedersi. Una, due, tre volte. Alla fine tra di loro la storia è diventata sentimentale. Si incontrano in un un albergo. Durante gli incontri, a insaputa di lei, il barista la fotografa in pose particolari. Poi la storia diventa incubo. È passata l'estate, è settembre. Lui le dice che deve prostituirsi e se non lo fa deve pagarlo cinquemila euro o pubblicherà sul Web le immagini a luci rosse. La ragazza entra nel panico. Non vuole concedersi a estranei, non ha i soldi per evitare che le foto circolino su Internet e non vuole chiederli ai suoi genitori. Alla fine la poveratta cede. Si prostituisce in un appartamento in via Ariosto, un semiterrato a pochi metri da piazza Dantee da via Merulana, con alle spalle la basilica di Santa Maria Maggiore. Ma nell'abitazione non è da sola. Con lei c'è una donna di Priverno, la complice di Ricci, forse una ex amante. Ogni volta dice al marito che va a lavorare come badante, invece fa l'aguzzina, e in alcune occasioni anche lei pare abbia avuto rapporti sessuali a pagamento. La ventisettenne è costretta a ricevere sette-otto clienti al giorno, incassando circa 600 euro al giorno, di cui per sé trattiene una piccola somma, il resto va agli aguzzini. Lo sfruttamento va avanti fino a pochi giorni fa. Poi la ragazza crolla. I genitori la vedevano strana, con gli occhi bassi e di cattivo umore. E alla fine la ragazza ha raccontato tutta la storia. Il padre l'ha convinta a denunciare la vicenda. Insieme si sono rivolti ai carabinieri del Nucleo radiomobile e l'altra mattina è scattato il blitz. Per i due si sono aperte le porte di Regina Coeli e Rebibbia. L'incubo è finito.