Guerra alla gomma americana

Un popolo di ruminanti. A Roma si consumano 160 tonnellate l'anno di gomme americane (circa il doppio di quello di Milano). Ma la notizia sono i maleducati che le sputano per terra. Si calcola che delle circa 300 mila gomme ciancicate ogni giorno nella capitale, addirittura 15 mila, finiscono sui marciapiedi. E che dolori rimuoverle. «La spesa che Ama affronta per togliere una sola gomma da strade e marciapiedi è di un euro» ha spiegato ieri il presidente di Ama Piergiorgio Benvenuti durante l'operazione di rimozione dei chewing-gum a largo Torre Argentina insieme al presidente dell'associazione «Noi per Roma» Isabella Rauti e il sovrintendente ai Beni culturali di Roma Capitale Umberto Broccoli. E quando si moltiplica, viene fuori una cifra da mal di mancia. «Per riuscire a togliere tutte le gomme la spesa ammonterebbe a circa 5,5 milioni di euro l'anno». «Ogni anno sono 5 milioni e 547 mila gomme americane imbrattano le strade», ha detto Benvenuti. «La gomma americana crea forte inquinamento perchè viene biodegradata ogni cinque anni.   Per l'Ama, inoltre, ogni intervento per togliere una gomma costa un euro. I maleducati stiano allerta. «Roma non è Singapore, dove per una gomma americana si può finire in galera» sottolinea la presidente di Marevivo, che ha partecipato all'iniziativa di «Noi per Roma». Ma le multe per chi sporca la città sono salate: 50 euro per chi viene scoperto a gettarle per strada. Ma non basta. «Lo scopo dell'associazione "Noi per Roma" - dichiara Rauti - è impegnarsi in prima persona per migliorare il decoro e il benessere della città, attraverso il volontariato». «È bello pulire ma è altrettanto importante non sporcare - conclude Broccoli - purtroppo devo dire che siamo un popolo di sporcaccioni, sia noi italiani sia, a volte, soprattutto i turisti, che considerano Roma una sorta di pattumiera, in cui si butta di tutto. Le gomme americane, poi, sono un danno incredibile perché si attaccano e poi staccano pezzetti di marmo».   È solo l'inizio. Isabella Rauti è intenzionata a fare «un discorso di rete con le associazioni» per continuare a dare il buon esempio. E lei che ha iniziato a ripulire insieme con i volontari l'area archeologica di Largo Argentina e vie limitrove il 4 dicembre, sabato sera passerà «a un'intervento di movida pulita» annuncia. «Vogliamo - spiega - sensibilizzare sui tempi del decoro urbano, della cittadinanza attiva e la sussidiarieta, con iniziative di solidarietà». L'idea di partenza è semplice. Ma efficace. «Parte dal presupposto che Roma è casa nostra». Se la vediamo così rispettarla non è difficile. «Nessuno - dice - schiaccerebbe mai una gomma sul pavimento di casa sua». Dobbiamo solo ricordarcene quando siamo fuori casa. Con l'orgoglio di vivere in una città che tutto il mondo ci invidia.