«Senza lavoro dalla morte di mia moglie»

Nonho un soldo e non posso permettermi di comprargli neppure un giocattolo». Lo ha dichiarato ieri in aula Adrian, marito di Maricica Haiaianu, l'infermiera morta nell'ottobre del 2010 dopo essere stata colpita da un pugno sferrato da Alessio Burtone al termine di una lite scoppiata alla stazione della metro Anagnina. «Mia moglie faceva l'infermiera - ha spiegato ai giudici della I corte d'Assise - lo faceva con passione, amava stare al servizio di chi aveva bisogno, e portava a casa almeno 1700 euro. Lavoravo come fabbro ma ora sono disoccupato». La corte, che sta processando il ragazzo per omicidio preterintenzionale, ha ascoltato anche alcune persone che avevano avuto che a fare con Burtone. Gianluca Pensa, coinvolto in un episodio nel giugno 2010, ha raccontato di un diverbio stradale tra lui e l'imputato finito con un pugno in faccia ricevuto da Pensa. Burtone ha precisato che il diverbio è degenerato «perchè Pensa mi aveva preso a calci la macchina e rivolto alcune parolacce». Il 6 gennaio scorso, invece, è stata una peruviana, la cui figlia frequentava Burtone e la sua comitiva di amici, ad aver rimediato dall'imputato un pugno in faccia. Prossima udienza il 15 dicembre.