La commissione Ecomafie boccia il piano discariche

Non c'è pace per il prefetto di Roma Pecoraro. Lunedì il Consiglio di Stato ha sancito l'illegittimità della sua nomina a commissario per l'emergenza nomadi, ieri il presidente della commissione parlamentare Ecomafie, Gaetano Pecorella, ha di fatto bocciato il suo operato in qualità di commissario per la chiusura della discarica di Malagrotta. Una delegazione della commissione ha effettuato ieri mattina un sopralluogo alla cava di Quadro Alto, a Riano, uno dei due siti individuati da Pecoraro per ospitare le discarica temporanee necessarie a sostituire la maxidiscarica. Insieme a Pecorella c'erano i parlamentari Alessandro Bratti, Candido De Angelis e Francesco Proietti Cosimi. Dopo il sopralluogo la commissione ha incontrato il sindaco di Riano, Marinella Ricceri e i comitati di cittadini che hanno ribadito i dubbi sulla localizzazione della discarica già illustrati in audizione. «A prescindere dall'idoneità dei siti, l'ipotesi di discariche provvisorie all'inizio del prossimo anno è fantascienza: non c'è ancora alcuna predisposizione delle aree e servono mesi», ha detto Pecorella, sottolineando le «criticità dei siti». A Riano, ha spiegato, attengono alla «vicinanza con alcune case. Inoltre la cava di tufo è a diretto contatto con le falde acquifere che potrebbero essere contaminate dai rifiuti. A Corcolle c'è un castello del Mille sopra la discarica, ci sono case a distanza difficilmente compatibile, reperti archeologici e, soprattutto, a 800-1000 metri c'è Villa Adriana che riceverebbe il vento e gli odori della discarica. Non sta a noi decidere - ha concluso Pecorella - o stabilire l'idoneità dei siti ma abbiamo preso atto dei problemi e faremo una relazione». Alessandro Bratti, nel ribadire di «non voler mettere i bastoni tra le ruote a chi si sta impegnando per uscire dall'emergenza», ha precisato: «Abbiamo verificato incongruenze notevoli sulla scelta del sito di Riano. Avevamo già individuato delle forti incongruenze nel corso delle audizioni la più grande incongruenza sta proprio nello studio fatto dalla Regione sui sette siti e poi ripreso dal commissario Giuseppe Pecoraro. Si tratta di proposte fatte dai privati su cui, motu proprio, la Regione non pare abbia fatto analisi particolari. L'assessore regionale ha inoltre detto che gli studi sono stati fatti insieme alla Protezione civile e a noi non risulta». Intanto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha ribadito come nel Lazio - ma anche in Calabria - «siamo in una situazione molto delicata».