Si può prevedere il maltempo, ma non quanta pioggia cadrà

Acqua passata. Verrebbe da dire. Anche perché, dopo il disastro maltempo, le previsioni del fine settimana sono all'insegna di tempo bello, nella media del periodo. Ma il nubifragio che ha colpito duramente la Città Eterna e provocato danni a persone e cose, lascia l'amaro in bocca. La domanda è una sola: si poteva prevedere un temporale di tale portata? «Da giorni era atteso l'arrivo di maltempo - spiega la meteorologa Franca Mangianti, già responsabile dell'Osservatorio Meteo del Collegio Romano e attualmente presidente dell'Associazione «Edmondo Bernacca - ma non avevamo previsto che fosse di tale intensità. Non si può prevedere. Meteorologicamente parlando possiamo definirlo nubifragio, in quanto in un'ora e mezza sono caduti 74,4 millimetri di pioggia». Il momento più critico è stato tra le 6,30 e le 7 quando sono caduti 38,2 millimetri. «Si è trattato di un evento straordinario - ha aggiunto - basti pensare che mediamente nell'intero mese di ottobre cadono solitamente 87,3 millimetri di pioggia. L'evento meteorologico di ieri riporta alla mente quello del 28 ottobre del 2010, quando il Tevere straripò. In quella circostanza caddero in 3 ore 83,6 millimetri d'acqua. Un dato che fa pensare, perché se il nubifragio ieri non avesse diminuito d'intensità, avrebbe potuto superare di gran lunga quello dell'anno scorso. «È molto difficile che la pioggia mantenga la sua intensità così a lungo», afferma la Mangianti. Ma cosa è accaduto ad alta quota per avere sulla capitale un effetto tale da far chiedere al sindaco lo stato di calamità naturale? «La perturbazione in arrivo dalla Scandinavia ha incontrato aria calda creando un vortice che ha avuto come effetto la violenta precipitazione». Un anticipo con "effetti speciali" indesiderati della stagione delle piogge, che a Roma prende avvio a ottobre, e trova di solito il suo culmine a novembre, almeno secondo la serie storica delle precipitazioni. Di certo, i romani che si sono addormentati mercoledì sera con il preludio del temporale, hanno avuto un risveglio sgradevole. Soprattutto fulmini. Lo conferma Massimiliano Pasqui ricercatore dell'Istituto di Biometeorologia del Cnr il quale spiega: «Oltre alle piogge record, di cui in poche ore è caduta la quantità di in un mese, l'energia dell'atmosfera si è scaricata anche attraverso i fulmini, oltre 7mila nell'arco della mattinata, secondo il rilevamento del sistema messo a punto dal Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (Cesi)». L'ultima volta che i romani avevano dovuto aprire l'ombrello era stato il 18 settembre. Poi l'estate aveva ripreso il sopravvento e con un mese di settembre straordinariamente caldo e soleggiato fino a "regalare" una ottobrata da meritare domeniche al mare all'insegna di bagni e tintarella fuori stagione. Un' estate anomala, andata ben oltre il calendario. Che non poteva durare, e infatti così è stato. Eppure nonostante il mare d'acqua che si è rovesciato sulla città eterna, è ancora presto per pensare al cappotto. «A partire da domani (oggi) le temperature torneranno nella loro media stagionale con punte di 20 gradi di massima e 11 di minima - spiega Franca Mangianti - La situazione nei prossimi giorni è destinata a migliorare sensibilimente. Ci sarà qualche rovescio, ma niente di così catastrofico - conclude la meteorologa -. Sabato e domenica ci aspetta un bel week-end senza ombrello».