Via il listino bloccato, arriva la tripla preferenza

Via il listino bloccato, sbarramento per i singoli partiti, abolizione del collegio unico, tripla preferenza, riduzione del premio di maggioranza. Sono questi i punti cardine della proposta di riforma della legge elettorale per l'elezione del Consiglio regionale che il presidente della commissione Affari Costituzionali, Pietro Sbardella (Udc) ha presentato ieri.   Onorevole Sbardella, ma l'Udc non era scettico sul listino bloccato e sulla riduzione del premio di maggioranza? «Il timore che l'Udc si mettesse di traverso era abbastanza diffuso, ma lo stesso segretario Cesa ha più volte ribadito l'esigenza di dire addio ai "nominati". Questa è la linea del partito». Le polemiche su Isabella Rauti e Nicole Minetti di pochi giorni fa c'entrano qualcosa con questa proposta? «La riforma della legge elettorale del Lazio era nell'aria già da tempo. Le polemiche dei giorni scorsi non c'entrano affatto, anche se sono convinto che la Rauti sarebbe eletta anche senza listino, sulla Minetti francamente nutro qualche dubbio». Entriamo nel merito della proposta. Perché la tripla preferenza? «Cerchiamo di andare oltre la "quota rosa" e per questo si dà la possibilità di esprimere tre preferenze di cui almeno una di genere diverso. In questo modo aumentano le possibilità di elezione anche per le donne». Sull'abolizione del listino bloccato c'è già ampia convergenza. Sulla riduzione del numero dei consiglieri a 50? «Il numero dei consiglieri è stabilito dallo Statuto e dunque è estraneo al sistema elettorale. Occorre tuttavia accertare la costituzionalità della norma della manvora che prevede la riduzione dei consiglieri del Lazio da 70 a 50». Veniamo alle modifiche proposte sullo sbarramento «La mia proposta prevede di passare dallo sbarramento del 5% previsto ora per la coalizione al 4%, mentre viene introdotto lo sbarramento per l'elezione del singolo partito al 2%. In tal modo si favorisce una politica di coalizione e non di mero scontro tra fazioni opposte. Oltre a questo, il premio di maggioranza, oggi al 60% scende al 55%. In questo modo si garantisce stabilità di governo, senza tuttavia umiliare la dialettica tra partiti e tra maggioranza e opposizione». Secondo lei il clima è maturo alla Pisana per approvare una legge così importante? «Penso proprio di sì. Nonostante qualche resistenza i tempi per aprire un dibattito serio e costruttivo ci sono».