Arrivano i rinforzi in divisa

Arrivano rinforzi per potenziare il sistema sicurezza e spuntano i capofila tra le forze dell'ordine. «Dopo l'espletamento dei concorsi in atto, tra agosto e settembre - annuncia il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano - arriveranno a Roma 300 carabinieri e 60 poliziotti in più. Nei mesi successivi, tra la fine dell'anno e la primavera, ci sarà un'ulteriore integrazione». L'assicurazione è giunta ieri al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, alla presenza di prefetto Giuseppe Pecoraro, sindaco Gianni Alemanno e responsabili provinciali delle forze dell'ordine. In pratica, una rionione tecnica del terzo Patto per Roma Sicura in vista a settembre. La destinazione dei 360 uomini deve essere ancora decisa. La dislocazione dei trecento militari sarà stabilità dal Comando di Legione per poi passare alle dipendenze del Comando provinciale. I sessanta agenti invece saranno inviati dal ministero dell'Interno. Per il maggiore sindacato di polizia, la Consap, i giochi però sono già fatti, e al ribasso: «Trenta unità saranno alle dipendenze di presidi istituzionali - spiega il segretario nazionale Giorgio Innocenzi - e solo l'altra metà andrà a rimpolpare la Questura di Roma. Questi annunci sono spot, i numeri restano sempre pochi per potenziare le forze per il controllo del territorio. Dall'inizio dell'anno - continua - la Questura ha perso oltre un centinaio di uomini, creandosi una carenza di personale che dal Viminiale vorrebbero colmare con le briciole». Le parole di Mantovano comunque portano un refolo di ottimismo dopo la bufera di polemiche sollevata dagli ultimi eventi violenti nella capitale. Il sindaco gongola e guarda avanti. Si sofferma su quello che il prefetto aveva profilato nella seduta del 21 luglio: «È necessario ridistribuire uomini e mezzi affidando alla polizia municipale il contrasto dei reati minori, come accattonaggio, prostituzione ed abusivismo commerciale. Polizia e carabinieri così avranno modo di concentrarsi di più su furti e rapine». Ieri Alemanno ha ripreso e proseguito il discorso di Pecoraro: «Nel nuovo terzo Patto per Roma sicura - incalza - bisognerà definire chi fa cosa, chi è il capofila nei diversi settori tra Guardia di finanza, carabinieri, polizia, Municipale e Provinciale. La divisione dei compiti tra le diverse forze dell'ordine non vuol dire che gli altri se ne possano lavare le mani. Vuol dire - scandisce il sindaco - che c'è un capofila che indirizza. Ci sarà da fronteggiare anche la nascita di nuove emergenze come le infiltrazioni della criminalità organizzata e realizzare una nuova mappatura dei presidi. Noi - conclude Alemanno - siamo pronti a fare la nostra parte con la polizia municipale ma ogni realtà che opera sul territorio deve assumersi delle responsabilità e deve essere capofila».