Rapinatori in trappola ai Parioli

L'agguato all'imprenditore è riuscito, il bottino di 35 mila euro è stato rapinato, solo che i carabinieri stavano aspettando il commando. La scena ieri mattina a viale Maresciallo Pilsudski, ai Parioli. Alla vista dei carabinieri in borghese del Nucleo investigativo di via In Selci, uno dei balordi ha anche tentato di estrarre la pistola calibro 9x21 carica di quindici colpi. Ma non ha avuto il tempo di agire. Due di loro sono stati immobilizzati, gli altri sono stati catturati al termine di un inseguimento sino a Pietralata, dove abitano tre di loro (l'ultimo sulla Cassia). I quattro sono maliventi esperti. Si tratta di Diego Paloni, 40 anni, Gino Aquilanti, di 43, Luigi Cammarota (43) e Marco Butteroni (68). L'imprenditore stava cominciando il giro di ritiro dell'incasso da alcuni bar-tabaccheria che gestisce assieme a diverse agenzie di gioco. Aveva concluso il primo, ritirando 35 mila euro che aveva messo in una valigetta. I militari del colonnello Lorenzo Sabatino erano lì perché qualche giorno prima la vittima era andata in caserma a riferire i suoi sospetti: si sentiva seguito, vedeva sempre le stesse facce. Così aveva messo in allarme gli investigatori. I timori non erano infondati. Ieri è scattato l'agguato ma anche la trappola dei carabinieri. La Smart guidata da Butteroni si è messa davanti all'auto del titolare, altri due su una moto Honda Hornet hanno affiancato la vettura, sfondato il vetro e preso la borsa coi soldi, mentre l'ultimo ha chiuso la macchina piazzandosi dietro con uno scooter Beverly. Il piano era riuscito ed era durato anche pochi minuti. Gli investigatori però erano lì, in borghese, su un'auto e moto. Con due di loro l'arresto è stato quasi immediato. Gli altri sulla moto Hornet invece hanno saputo districarsi. Prima c'è stato un contatto coi militari sulle due ruote, poi si sono dati alla fuga. I due hanno corso, sfrecciato per le vie della capitale, diretti al loro nascondiglio a Pietralata. Durante il percorso hanno cercato di complicare le cose ai carabinieri cambiando mezzo: sono saliti su un'auto Nissan Micra e hanno lasciato la moto assai potente e maneggevole. La caccia però non si è fermata ugualmente. I militari di via In Selci sono riusciti a prenderli. In tarda mattinata i quattro sono stati portati nella caserma del Nucleo investigativo e qualche ora dopo sono usciti per essere trasferiti in carcere. L'imprenditore ha tirato un sospiro di sollievo.