Bufera sull'impalcatura perenne

Settembre 2002. Le imprese Italia srl, Impresa Rosso spa e l'Impresa Anemone srl iniziano i lavori delle opere per il restauro e l'adeguamento del complesso demaniale destinato a seconda sede dell'Avvocatura generale dello Stato. Vengono alzati metri e metri di impalcature in via del Clementino e in vicolo del Divino Amore. Giugno 2011. A nove anni di distanza le impalcature in vicolo del Divino Amore sono ancora lì. La stradina è un gioiello nel centro storico. Silenziosa nel caos metropolitano. Con i palazzi che quasi si baciano, tanto sono vicini. Ma uno scheletro di tubi di ferro si arrampica sull'edificio dell'Avvocatura e rende ogni giorno più cupo il vicolo. Da nove anni la luce non penetra tra quelle case. Nonostante una delibera comunale non permetta una permanenza prolungata di impalcature in Centro. I lavori sono fermi. Chi abita qui non vede un operaio da tempo. Sul ponteggio (che copre anche gli uffici del casellario giudiziario del ministero di Giustizia) non c'è più neanche il cartello del Comune che indica dalla data di inizio e fine lavori al geometra responsabile. È stato tolto qualche anno fa, racconta un portiere. Eppure gli estremi della progettazione devono essere visibili a tutti i cittadini. Dell'impalcatura, secondo le nostre ricerche, dovrebbe essere responsabile l'Impresa Rosso spa. Il geometra che ha lavorato in vicolo del Divino Amore risponde al telefono: «Sì è dell'Impresa Rosso ma i lavori sono fermi. È una lunga storia quella di questa impalcatura. Non si sono mai trovati i fondi a sufficienza per portare avanti i lavori e non ci possiamo fare nulla. Siamo sempre andati avanti a singhiozzo. Dipendeva da quanti soldi arrivavano. Lavoravamo qualche mese e poi ci dovevamo fermare. Ma noi non c'entriamo niente però, della questione se ne occupa il provveditorato». Ma intanto il tempo passa. E con gli anni la base della struttura è divenuta un luogo dove parcheggiare motorini e buttare cartacce. Molte parti sono arruginite e nessuno contralla se è ben piantata a terra come lo era al momento del primo montaggio nel 2002. Inoltre, chi abita di fronte al ponteggio rischia di avere in ogni momento i ladri dentro casa: chiunque può salire arrampicandosi e saltare sul palazzo accanto. L'Associazione abitanti del centro storico protesta. La presidente Viviana Piccirilli Di Capua è esausta. La situazione ha raggiunto il limite: «Siamo anni che riceviamo note da parte dei residenti. C'è una mancanza di sicurezza in vicolo del Divino Amore, sia per quanto riguarda l'affaccio delle impalcature sulle loro abitazioni, sia per quello che è diventato la strada. Queste strutture abbandonate non sono di certo un segnale positivo di un istituto che dovrebbe dare un segnale di rispetto nei confronti del decoro della città. In merito all'occupazione di suolo pubblico - dice la presidente dell'associazione - ci auguriamo che tutto ciò non vada a svantaggio del Municipio».