Il capo del I Gruppo «Sono uguali a quelli usati in Pediatria»

Èuna sciocchezza. I braccialetti sono una garanzia per gli stessi ambulanti abusivi». Il comandante del I Gruppo dei vigili urbani, Stefano Napoli, risponde alle critiche di chi ha definito i braccialetti allacciati ai polsi dei vu' cumprà un sistema «indegno e razzista». Comandante, perché dice che le fascette sono una garanzia per gli ambulanti? «È una procedura di grande rispetto che tutela la dignità umana. I braccialetti servono per capire chi aveva un certo tipo di merce e chi altra. Ci possono essere illeciti amministrativi dovuti alla vendita abusiva, o reati penali se la merce è contraffatta. Le sanzioni sono diverse. È nell'interesse dei venditori che non si commettano errori». C'è chi sostiene che si poteva utilizzare un altro sistema. «In un'operazione vasta come quella di piazza di Spagna, dove sono state fermati più di 60 abusivi, è uno strumento che aiuta gli stessi agenti». Quando viene tolto il braccialetto? «Lo hanno tenuto pochissimo. È stato levato non appena sono arrivati in ufficio, una volta che è stata registrata la merce sequestrata». È stata la prima volta che utilizzavate questo metodo? «Sì, è la prima volta». Lo ripeterete? «In operazioni grandi come quella di martedì è possibile. Comunque vorrei far notare che si tratta di fascette delicatissime, come quelle che si mettono ai bambini nei reparti di Pediatria per collegarli alle mamme». Dar. Mar.