Concertone in subappalto San Giovanni resta senza prato

Nell'attesa che le due mozioni presentate dal Pdl per spostare il concertone del primo maggio a Tor Vergata o al Circo Massimo vengano discusse in aula Giulio Cesare, il deputato Pdl, Marco Marsilio, i consiglieri capitolini firmatari delle due mozioni, Federico Mollicone e Antonino Torre, il capogruppo Pdl in I Municipio, Stefano Tozzi, hanno effettuato un sopralluogo insieme ai comitati di quartiere, nelle aree verdi di San Giovanni interessate al maxi concerto di dodici giorni fa. Oltre a vari ed eventuali rifiuti ancora sparsi nelle zone limitrofe, indubbiamente lo sguardo si fissa sul grande piazzale antistante l'ingresso di San Giovanni. Che è la Basilica di Roma, un po' come il Duomo per i milanesi. Al posto del prato soltanto una spianata di polvere. Danni rilevati poi dalla "delegazione" del Pdl anche nei giardini di via Carlo Felice. Chi pagherà il rispristino? Il Campidoglio, ovvero i romani. Una beffa quella dei sindacati che si rende amara ogni giorno di più. «Il Concertone del 1° maggio è un evento dato in subappalto dai sindacati ad una società privata - rivela Mollicone - che alla fine prende soldi da sponsor e non paga neanche per i danni che arreca. Ormai non è più un evento sindacale perché organizzato da privati e quindi esclusivamente musicale e commerciale. A conferma di ciò anche il fatto che i segretari della Triplice quest'anno hanno festeggiato il primo maggio a Marsala». Un'osservazione puntuale e non casuale, rafforzata dall'onorevole Marsilio: «La difesa del concertone che stanno facendo i sindacati si dimostra strumentale, visto che nel 2009, gli stessi erano pronti a chiuderlo, senza tanti complimenti, se non fosse stato autofinanziato con sponsor e diritti televisivi. Alla faccia della sacralità dell'evento». Un evento che, ricordiamo, incassa solo dalla Rai, per i diritti Tv, oltre 700mila euro. Di alibi, insomma, non solo per mantenere il concerto a San Giovanni ma anche, o soprattutto, per pagare la pulizia straordinaria e il rispristino del decoro delle aree (l'impianto di irrigazione dei giardini di via Carlo Felice è stato rotto il 1°maggio del 2002) non ce ne sono davvero più.