I sindacati sporcano e non pagano

Chi sporca paga. A Roma è una regola che Cgil, Cisl e Uil non hanno mai rispettato. A memoria di Ama non hanno mai contribuito alle spese per il post concertone del Primo maggio e alla pulizia delle strade dopo manifestazioni minori, come il corteo che ha paralizzato ieri la Capitale. Alla fine a pagare sono sempre i romani, che oltre a dover affrontare pazientemente l'ennesima giornata di traffico bestiale, devono sborsare ogni anno 65mila euro per consentire al popolo della sinistra di festeggiare in piazza San Giovanni. Una «tassa», per i cittadini, che fa apparire fuori luogo le parole del segretario regionale della Cgil, Claudio Di Berardino, che ha risposto all'Amministrazione che anche quest'anno ha sollevato il problema dei rimborsi per la pulizia della piazza: «Il sindaco Alemanno, anziché polemizzare sul Primo maggio, farebbe bene ad abbassare le tasse e a ripulire la città». Il riferimento è alla critica situazione della raccolta rifiuti registrata in alcuni quartieri dopo la chiusura improvvisa, tre giorni fa, della discarica di Rocca Ciencia. Parole che non lasciano dubbi sull'intenzione del sindacato di continuare ad approfittare dell'ospitalità della Capitale. Parole che fanno suonare "ottimistiche" quelle del presidente della commissione Bilancio Federico Guidi (Pdl): "Sono certo che gli organizzatori del concerto daranno una dimostrazione di responsabilità e collaborazione pagando spontaneamente i costi dei servizi pubblici posti in essere da Roma Capitale per quell'evento. Quelle risorse potrebbero essere impiegate per scopi più pertinenti e più utili alla città". Vana speranza, visto che come tutti gli anni l'Ama ha posto il problema al Comune a gennaio e si è sentita rispondere: tranquilli, anticipiamo noi. In genere Ama stipula direttamente contratti con le società che organizzano manifestazioni, anche con le sigle, assicurandosi così il rimborso spese. Il Concertone, quindi, è un caso a sé. Il Campidoglio, che rilascia l'autorizzazione, avrebbe il potere di fermare, in caso di mancato accordo, la presa di San Giovanni. Ma non lo ha mai fatto. Eppure le polemiche sulla pulizia della piazza tra l'Amministrazione e sindacati non sono mancate neanche l'anno scorso. Il sindaco Alemanno aveva chiesto una regolamentazione chiamando in causa il Prefetto. Non se ne è fatto più niente. Così, mentre lor scrocconi sindacati non cacciano una lira, nel 2010 il Pdl ha sborsato 50mila euro per poter utilizzare la stessa piazza in occasione di una manifestazione nazionale del partito. Q uesta scusa dell'evento artistico e non politico che le sigle mettono per evitare di rimborsare l'Ama, non sta proprio in piedi. Basti pensare che solo la Rai, per assicurarsi i diritti televisivi dell'evento, ha pagato agli organizzatori, 710mila euro, a cui bisogna aggiungere i lauti finanziamenti degli sponsor. Altro che poveri lavoratori. «I soldi per pagare ce l'hanno eccome», hanno sottolineato Federico Guidi e il suo collega di partito e deputato Marco Marsilio, che ragiona in percentuale: "Basterebbe il 10% dei diritti televisivi per coprire le spese della pulizia sostenute". Basti pensare che i costi per una manifestazione sportiva come la Maratona di Roma, con 10mila partecipanti che pagano almeno una notte in albergo, vengono regolarmente rimborsati. Parliamo di 53mila euro. Così è per il 6 nazioni di Rugby, per la Giornata mondiale della Gioventù, per gli internazionali di tennis, perfino per la Festa dell'Unità a Caracalla. Anche il Pd paga. I sindacati no. Non resta che invitare l'Amministrazione ad usare, la primavera prossima, il pugno di ferro. Prima paghi, poi canti.