Il vicesindaco pensa al Gra Ma il codice della strada lo vieta

La sperimentazione è appena cominciata. E tra le polemiche. Ma il vicesindaco di Roma Capitale, Mauro Cutrufo guarda avanti, pensa già di allargare l'iniziativa aprendo le corsie d'emergenza del Gra alle due ruote. «Adesso si è partiti con questa sperimentazione, ma spero nell'utilizzo delle corsie preferenziali per i motociclisti anche sul Grande Raccordo Anulare» è l'auspicio di Cutrufo, che ieri mattina insieme con l'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, ha dato il via alla sperimentazione delle due ruote su alcune corsie prima riservate solo ad autobus e taxi. A questo proposito il vicesindaco ricorda una proposta di legge presentata un anno e mezzo fa. «Era stata inserita questa ipotesi che poi non è stata assorbita dal Codice della strada - dice -. È ora di rispolverare questa possibilità e cercherò di premere affinché se ne riparli nella Commissione parlamentare. L'accesso alle preferenziali sul Gra, con il limite di velocità di 30 chilometri orari, e solo quando ci sono code, può evitare che i motociclisti vengano "stritolati" dalle auto». «La sperimentazione è stata avviata senza concertazione» tuonano Valentina Iori, segretario Regionale Tpl Ugl Trasporti e Franco Popolini Segretario Regionale Taxi Ugl Trasporti, che chiedono di rivedere la delibera. Per Cristiana Avenali, direttrice Legambiente Lazio è «una trovata inutile e ideologica». Il Fronte dei Volenterosi dei sindacati dei tassisti auspica «un ripensamento» e chiede coesione in vista dello sciopero del 7 giugno. Sulle polemiche dei giorni passati l'assessore Aurigemma ha sottolineato che «l'amministrazione si è sicuramente posta dei problemi ma stiamo parlando di "sperimentazione" che serve proprio per capire quali possono essere le eventuali criticità». D'accordo a metà il presidente della Commissione Politiche Sociali e Famiglia di Roma Capitale. «Sono parzialmente d'accordo - ha detto Tredicine - È necessario istituire un tavolo di concertazione con tutte le associazioni di categoria per analizzare le esigenze degli operatori del servizio pubblico e per tutelare le categorie sociali deboli che utilizzano le corsie preferenziali». «L'obiettivo è diminuire il traffico ma per raggiungere questo risultato non si può rischiare di penalizzare le categorie deboli come le persone invalide munite di contrassegno, i mezzi destinati al trasporto collettivo di persone invalide, i malati che vengono trasportati con i mezzi di soccorso e i veicoli degli ospedali o di cliniche private in situazioni di emergenza» conclude Tredicine L'opposizione ci sguazza. «Tra un po' in moto si andrà anche nei parchi» ha commentato Enzo Foschi, consigliere Pd alla Regione Lazio.