Anna Laura Consalvi TIVOLI La secessione se l'è portata via il vento.

Esasperatidall'assenza delle amministrazioni comunali, ree di averli abbandonati a un misero destino, i cittadini hanno fatto per qualche mese fronte comune, con tanto di manifestazioni di piazza per raccogliere le firme necessarie per promuovere il referendum che avrebbe dovuto portare alla creazione di un nuovo comune. Per settimane il tema ha tenuto banco anche su Facebook dove è partito pure un sondaggio per dare un nome alla futura città. La più votata è stata Albunea, nome che ricorda la vocazione termale del quartiere tiburtino baciato da una sorgente di acqua sulfurea. Ma di Albunea e del sogno di costruire un comune migliore, oggi non resta che un ricordo. Le firme si sono fermate a quota tremila e con loro s'è fermata pure la secessione. Venerdì scorso i leader del movimento, guidato dal comitato Tivoli Terme-Villalba di Guidonia, hanno incontrato il sindaco di Tivoli Sandro Gallotti. Un vertice da cui sono usciti soddisfatti, visto il piano antisecessione fatto scattare dal comune preoccupato per una possibile separazione. Preoccupazione che il primo cittadino ha manifestato in più di una circostanza e che si è concretizzata con il ritorno della luce, nello stretto senso del termine, in via Dante, rimasta al buio per mesi, con la riapertura della sede distaccata del comune nel quartiere e con l'inizio dei cantieri per rifare strade e marciapiedi. Senza dimenticare la promessa della chiesa attesa da 40 anni e il restyling del Bosco del Fauno che ospita le antiche terme romane. Capitolo a parte merita lo sgombero del campo nomadi abusivo che sorgeva sui terreni dell'ex polverificio Stacchini. Quasi perché nel quartiere la psicosi dei rom non è diminuita, viste le segnalazioni di nuovi microinsediamenti abusivi in altre zone. Così se i cittadini mantengono alta la guardia, il progetto separatista pare pronto a riconvertirsi in uno di più semplice creazione: tramutare Tivoli Terme in una circoscrizione. «Per non far tramontare il discorso della secessione vogliamo che venga istituita una circoscrizione così da avere dei nostri rappresentati nelle sedi deputate», dice Salvatore Ravagnoli, presidente del comitato cittadino. Metamorfosi che garantirebbe al quartiere un'autonomia maggiore. Da città vera a circoscrizione fittizia, vi abbiamo raccontato l'epilogo del sogno di creare un comune davvero a misura d'uomo.