Forte, esperto, sicuro L'identikit del mostro

È un uomo forte il mostro dell'Ardeatina. Esperto e sicuro di sé. Lo rivela lo scempio sul cadavere della donna europea tra i 20 e i 40 anni di età trovata senza testa, gambe e organi interni la mattina dell'8 marzo da un camionista che passava su via di Porta Medaglia, accanto a un campo nei pressi dell'Ardeatina. Stando agli esiti dell'autopsia, l'omicida ha avuto la forza fisica per disarticolare le giunture delle gambe e rimuoverle. È la stessa forza che potrebbe causare la frattura di un osso. Una potenza fisica che non hanno persone particolarmente muscolose, ma sicuramente manca a soggetti esili. Il dettaglio non è decisivo, non risolve il giallo, ma definisce ancora di più l'identikit dell'assassino. Una mente malata che ha impiegato circa due ore per asportare gli organi interni, dall'intestino al cuore, con una perizia molto simile a quella che usa il medico legale per compiere la stessa operazione durante un esame autoptico. Un altro dettaglio che ha fatto dire agli esperti: «Speriamo che non sia un medico». Questa è la settimana dagli esiti importanti. Dovrebbero conoscersi i responsi di laboratorio che potrebbero rivelare tracce genetiche dell'assassino. Sul materiale trovato sotto le unghie della poveretta (lo ha graffiato?), sui frammenti di pelle e i capelli rinvenuti sul tronco (sono i suoi?), sui tamponi per individuare eventuali tracce di liquidi biologici (l'ha violentata?), sul sangue che imbrattava le mani della donna (c'è anche quello del killer). Poi ci sono gli elementi ancora da accertare. Il più importante, l'identità della vittima: si attende l'esito dalle denunce di scomparsa e dall'Interpol che sta lavorando sulle impronte digitali. E i possibili collegamenti con le ossa ritrovate. Nel gennaio scorso, all'Aurelio: un teschio umano e il giorno prima un altro, di donna, nel parco di via Lemonia, al Tuscolano. Luglio 2007 alla Magliana: uno scheletro assemblato con ossa di cinque persone diverse, tre donne e due uomini, morte tra il 1986 e il 2006. Ottobre dell'anno prima, alla Borghesiana: il cadavere di un uomo nel centro di stoccaggio di rifiuti in via di Rocca Cencia. Sfumata la pista del cellulare: quello trovato dalla Scientifica all'Ardeatina è di un ciclista.