Attore geloso la marchia a fuoco

L'ha ammanettata su una panca da ginnastica poi con un ferro arroventato ha impresso l'iniziale del suo nome - una V - sul gluteo della poveretta. Lui è un attore della compagnia di Gabriele Lavia, Vittorio Vannutelli, 43 anni, reduce dal «Malato immaginario» al Teatro Argentina. Lei, con dieci anni di meno, la titolare di un esercizio commerciale. Si erano conosciuti nel maggio del 2010. Poi pare che la gelosia di lui abbia avvelenato il rapporto fino a farlo degenerare finendo in carcere con l'accusa di violenza sessuale, lesioni, sevizie, ingiuria e maltrattamenti, arrestato dai poliziotti del Commissariato Monteverde. La storia tra i due è cominciata come molte altre. La simpatia, l'invito a cena, poi la storia sentimentale condita con qualche gioco erotico. In seguito però la situazione sarebbe cambiata. A confermarlo sarebbero stati anche gli amici di lei, che ai poliziotti hanno parlato di un fidanzato «ossessionato». L'attore temeva che lei avesse un'altra relazione. Anzi, ne era quasi convinto. Un chiodo fisso che l'aveva reso rabbioso: Vannutelli sarebbe arrivato anche a spegnere sigarette sul corpo della donna. E infatti è il referto dei sanitari del San Camillo a dare impulso all'inchiesta. Il certificato con lesioni, contusioni e strane bruciature sul corpo, compresa la V sui glutei, arriva nelle mani degli investigatori del Commissariato Monteverde diretto da Mario Viola. Gli agenti incontrano la donna, vengono a sapere delle violenze, accertano, fanno riscontri, poi il blitz. Arrestano l'attore e perquisiscono la casa dove trovano la panca da body building sulla quale l'avrebbe ammanettata e anche il ferro con la V saldata su un estremo che avrebbe scaldato e poi impresso sulla vittima. Al vaglio anche alcuni filmati trovati nell'abitazione.