Il robot Da Vinci prende il bisturi

Doppio intervento storico al Campus Bio-Medico di Trigoria. Per la prima volta in un ospedale della Capitale, infatti, è stato realizzato un intervento robot-assistito di asportazione di tumore al polmone. La lobectomia è stata compiuta su un paziente di 71 anni, dall'équipe di Chirurgia Generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, diretta dal professor Roberto Coppola, in collaborazione con la Professoressa Franca Melzi, dell'Università di Pisa. Nel corso della stessa giornata inoltre è eseguito anche un intervento di timectomia. Già ampiamente utilizzata in Urologia e Ginecologia, la chirurgia robot-assistita del Campus ha così esteso il proprio piano di interventi alle patologie toraciche. Agli strumenti mini-invasivi, che possono operare all'interno dell'organismo umano attraverso incisioni di pochi millimetri, la chirurgia robotica aggiunge caratteristiche di estrema precisione e una libertà di movimento dei bracci del robot che supera quella della mano del chirurgo. Sistemi di controllo eliminano il naturale fenomeno del tremore, che si registra ancora in altre metodiche mini-invasive come la laparoscopia. Vengono ridotti sensibilmente i dolori post-operatori, i tempi di degenza e i possibili danni provocati a organi e tessuti prossimi al punto d'intervento. Nel caso di operazioni alla prostata, i tempi di degenza si sono ridotti, grazie all'uso del robot Da Vinci, a sole 24 ore. La capacità degli strumenti chirurgici montati sui bracci del robot Da Vinci di «intrufolarsi» nell'organismo del paziente, anche in parti del corpo particolarmente difficili da raggiungere, è stato uno dei principali motivi che ha visto la rapida affermazione della chirurgia robot-assistita come standard mondiale di qualità nel caso, in particolare, d'interventi nella regione pelvica e in quella del torace. L'asportazione del timo (ghiandola posta dietro allo sterno) praticata ieri ne è un chiaro esempio. «Il robot dà al chirurgo una capacità di movimento incomparabile con la chirurgia tradizionale - dice il dottor Pierfilippo Crucitti - La possibilità di guardare attraverso le telecamere all'interno del corpo umano con ingrandimeni fino a dieci volte senza perdere risuluzione riduce tantissimo il rischio di errori». Complimenti all'équipe medica sono arrivati dal vicepresidente della commissione Sanità del Senato Domenico Gramazio, che, in visita ieri al Campus, ha incontrato il presidente del Campus Paolo Arullani e il direttore generale del Policlinico Gianluca Orocchio.