E i ragazzi di strada vanno a lezione dall'Arma

Legalità. Lotta al crimine. I carabinieri salgono in cattedra. E lo fanno tra le strade di uno dei quartieri al centro della cronaca nera capitolina: Tor Bella Monaca. Gli uomini dell'Arma sono entrati nell'istituto comprensivo di via dell'Archeologia per diffondere tra i bambini un messaggio di vicinanza e amicizia, oltre che di sicurezza. E gli studenti, incuriositi, hanno mostrato interesse. Erano presenti all'incontro, poi, anche i bambini abitanti di diversi campi rom invitati dal Comando Provinciale dopo la tragica morte dei quattro bimbi nel rogo sull'Appia. Alimentare il valore della legalità non è un compito facile in un quartiere dove il crimine è all'ordine del giorno. L'ultimo fatto risale proprio a all'altro ieri sera, quando un 25enne di Castel di Sangro è stato arrestato per una rapina compiuta, con un taglierino, in un bar di via Torraccio di Torrenuova. Ma nonostante l'ambiente sia duro i carabinieri sanno che criminali non si nasce, si diventa. Dunque, si investa sulle nuove gerazioni prima che vengano deviate da cattivi maestri. «Il contesto è difficilissimo - ha raccontato il capitano Giuseppe Iacovello, comandante della Compagnia di Frascati - in una realtà come quella di via dell'Archeologia dominata dalla cultura del muretto (si tratta di un basso muro di cinta che circonda il lungo serpentone in cui vivono migliaia di famiglie, ndr). Un luogo di spaccio terribile», ha spiegato Iacoviello. Contro quel simbolo si innesca l'incontro di ieri mattina, parte di un progetto più ampio di diffusione della cultura della legalità tra gli studenti.  Domande scomode quelle poste da bambini abituati fin da piccoli a guardare alle forze dell'ordine con diffidenza: «Parecchi hanno fatto riferimento alle serie televisive come Romanzo Criminale e Il Capo dei capi. È uscito fuori il discorso sull'infame ci hanno chiesto che cosa sia per noi un infame. Bisogna tenere presente - ha avvertito Iacoviello - che si tratta spesso di bambini con situazioni difficili in famiglia. Non sono pochi ad avere i genitori in carcere. Noi abbiamo risposto che l'infame è quello che si fa gli affari suoi e non chi chiede aiuto alla Giustizia. Abbiamo cercato di fare capire il concetto di legalità come rispetto di chi ci sta vicino, perima ancora che come rispetto delle regole». Tra i temi che hanno maggiormente destato l'attenzione anche quello delle sostanze stupefacenti in circolazione tra i giovani, gli effetti sulla psiche, i danni al metabolismo e infine le conseguenze legali per gli assuntori e per gli spacciatori, specificando le attuali norme di legge che disciplinano la materia.