I sogni possibili sono i più belli

Cheil 2011 sarà un anno speciale in grado di togliere quella patina di grigio che ha carattterizzato i 365 giorni del 2010 sono in molti a pensarlo. O comunque a sperarlo. I superstiziosi pensano che l'11 rappresenterebbe simbolicamente un binario da dove ripartire. E se l'oroscopo della capitale lascia ben sperare per i prossimi 12 mesi, cosa si aspettano i romani? Salute, lavoro, serenità. Proprio quei valori e quelle «cose importanti» che l'astrologo Solange ha sottolineato nell'oroscopo di Roma. Legato a doppio filo ai suoi cittadini. Lo si capisce chiacchierando con Ida Pungitore, 58 anni e per oltre 32 impiegata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù e da qualche mese nuovamente in prima linea nell'edicola di giornali in viale delle Medaglie d'oro, aperta quattro mesi fa dal figlio Simone Giulietti, attore per passione. «La preoccupazione per noi genitori è il benessere dei figli - spiega Ida - con l'apertura dell'edicola speriamo di garantire maggiore stabilità alla famiglia. Poi c'è l'altra figlia Sara, ha 31 anni e non ha ancora un lavoro sicuro ma solo un part-time». Lo stesso problema per Camilla, 23 anni. Mentre prende di corsa il bus 907 dice: «La cosa più importante? Il lavoro». Pensa invece ai fiori d'arancio entro l'anno Giusy, farmacista di 38 anni, che spera così di capovolgere un anno che «non è stato proprio un granché». Sogna invece un viaggio tra fiordi e gnomi della Norvegia la dottoressa Monica Bernini: «Una promessa fatta ai miei tre figli alla quale non posso sottrarmi». Oltre al desiderio personale la dottoressa ne esprime «uno per tutti», augurando «un anno in salute». Ma il 2010 è stato molto duro per molti, anche per quelli nati altrove ma ormai romani a tutti gli effetti. «Per noi stranieri è stato un anno difficile - confessa il fiorista Giovanni, che in egiziano, tiene a sottolineare si dice Hana - la crisi si è fatta sentire molto ed è per questo che sono convinto che l'anno prossimo sarà certamente migliore». Cristina, commessa in una profumeria pensa al quotidiano: «Il 2011? Spero si porti via un po' traffico e, soprattutto, un bel po' di tasse». Come dire, crederci non costa nulla. Luisa Rodio, parrucchiera, pensando all'anno che sta per cominciare pregusta il momento della pensione «ho una lista lunghissima di cose che mi piacerebbe fare ma che non ha mai avuto abbastanza tempo per farle, come ad esempio leggere più libri, visitare musei e le città d'arte. Quanto al Paese - riflette poi Luisa - spero che l'anno nuovo porti un po' di senso di responsabilità, meno liti e un clima che ci veda più aperti verso gli altri anziché chiusi nel nostro angolino». Voglia di pace, serenità e un clima di civica convivenza. È questo il desiderio più ricorrente nei romani per il 2011. Lo conferma Ettore Rubcich 76 anni e una vita trascorsa alla Treccani: «Serenità politica, condizione essenziale per la ripresa economica e per i lavoratori. Nel mondo ci sono molti conflitti e nonostante possa sembrare scontato, augurarsi la pace nel mondo non è mai una banalità. Per me? Solo un po' più di salute». Più che sogni impossibili, quelli dei romani per il 2011 sono desideri semplici, profondi, affatto effimeri. E per questo, si spera, destinati a diventare realtà. C. T. (Foto Gmt)