Tassa sui turisti a rischio Si potrebbe non pagare

Ventuno giorni e il «contributo di soggiorno» sarà realtà. Un conto alla rovescia sul quale l'amministrazione capitolina si deve misurare per approvare i regolamenti di attuazione per rendere esecutivo l'obolo che i turisti dovranno versare nelle casse capitoline a partire dal primo gennaio. Due i nodi da sciogliere. Il primo, tutto sommato abbastanza semplice riguarda la tassa applicata ai campeggi. La giunta si sarebbe infatti riunita ieri per «correggere» l'importo previsto per i campeggi, vale a dire due euro al giorno, al pari di Bed and Breakfast, case vacanza, affittacamere, alberghi a una, due, tre stelle. Un po' troppo per chi sceglie la tenda e soggiorna almeno 10 giorni. Per questo la cifra scenderà a un euro.   Il «mancato» introito verrà recuperato comunque con il nuovo censimento dei Bed and Breakfast che ne conterebbe già 900 invece dei 500 inizialmente calcolati. Il problema economico, dunque sarebbe risolto. Ma la certezza che questi 80 milioni di euro l'anno entreranno nelle casse capitoline? Una domanda che, tardivamente, sta circolando nei corridoi di Palazzo Senatorio. Trattandosi di «contributo» infatti non si possono applicare strumenti di coercizione. Ergo, se il turista si rifiuta di pagare? Gli albergatori avrebbero già fatto intendere di «lavarsene» le mani. Non possono infatti ergersi ad esattori dei propri clienti. La soluzione ancora non è stata trovata. Nonostante il viavai tra gli uffici tecnici non sarebbe stato individuato uno strumento normativo che preveda non l'obbligo di versare il «contributo», quello ci sarà ma le sanzioni per chi non lo pagherà. Una patata bollente insomma alla quale occorrerà dare risposta in questi pochi giorni che restano prima della sua entrata in vigore. E proprio da questo tecnicismo, affatto secondario, si comprende bene l'importanza della terminologia utilizzata: contributo. Non tassa. Il primo «spaventa» di meno. La seconda è però una garanzia. Intanto, martedì prossimo, si terrà una riunione congiunta delle commissioni al Turismo e al Bilancio, nella quale si dovrebbe dare l'ultimo definitivo parere sul contributo turistico.