Schede fantasma e caos La congressopoli del Pd

.Il dato è sintomatico per segnalare quanto il Partito democratico sia caduto in basso. Alla fine il nuovo segretario romano del Pd, che sarà lo zingarettiano Marco Miccoli per la mozione Bersani, verrà eletto con una partecipazione di tesserati al minimo storico. Ce n'è abbastanza, secondo Democratici e popolari (la corrente cattolico popolare che fa capo al senatore Lucio D'Ubaldo e che sostiene la candidatura di Orlando Corsetti) per parlare di una vera e popria «congressopoli» del Pd. Il motivo? «Una ridotta minoranza organizzata si appresta a conquistare con appena il 33% dei votanti su 33 mila iscritti tutte le leve di comando del Pd romano», spiegano i manifesti che circolano su Facebook, che parlano apertamente di «partito dei funzionari», «maggioranza sbulgara» e «smaggioranza burocratica». Insomma, i rapporti tra gli ex Ds e i popolari sono ormai ai minimi storici. Il nodo è sempre quello: il ruolo dei cattolici in un partito nato riformista ma che tende sempre più pericolosamente a sinistra. Lo «strappo» di alcuni giorni fa di Riccardo Milana, schierato con i bersaniani, è un esempio di un malessere che riguarda ampie fasce del partito e non solo Democratici e popolari. Ieri l'ennesimo episodio che certo non aiuta il partito a ritrovare unità e consensi. Al circolo di via Catanzaro - quello storico di Pietro Ingrao, per intenderci, e dove oggi vota Ugo Sposetti, il tesoriere della Fondazione Ds proprietaria delle sede del circolo - fino al venerdì sera gli iscritti erano 268 (in mattinata se n'è aggiunto uno) ma poi, fuori tempo massimo e contro il regolamento, il segretario di circolo ha tirato fuori dal cilindro altri 64 tesserati, lievitati poi a 84 nel primo pomeriggio. Alle 16 il garante Ornello Stortini, ex ds, ha deciso di procedere comunque, adottando come espediente il voto separato per gli 84 e rinviando lo scrutinio in sede di Commissione centrale. Apriti cielo. Il candidato di Democratici e popolari Corsetti ha tuonato: «Il mio Pd non è questo. Si è compiuto un atto di grave irregolarità inserendo d'ufficio un cospicuo numero di tesserati invisibili. L'offesa è i tesserati che si sono regolarmente recati al circolo per rinnovare l'iscrizione. L'offesa è a loro e non a me. L'offesa è a tutti i democratici che vogliono un partito diverso, lontano mille miglia dalle pratiche scandalose dei vecchi partiti della Prima Repubblica». In tarda serata lo spoglio delle 216 schede (44 non scrutinate, sei bianche). Corsetti primo con 123 preferenze. A seguire Miccoli e Patanè, con 84 e 3. Quindi i delegati assegnati: quattro al primo, due al secondo. Coordinatore di Circolo è stato eletto Rizzo con 155 preferenze: 100 di Democratici e popolari e 55 di Unione e rinnovamento. L'altro candidato, Lattuga, ha preso 55 voti.