Non ha mai picchiato Burtone è «pulito»

.E neanche procedimenti pendenti. Insomma, secondo quanto risulta dal casellario giudiziario, il ragazzo accusato della morte dell'infermiera romena, non ha mai avuto problemi con la giustizia. Il giovane è stato chiuso in carcere dopo aver trascorso un breve periodo agli arresti domiciliari perché ritenuto responsabile della morte della ragazza: secondo l'accusa le ha dato un violento pugno al volto, in base invece al consulente della difesa si è trattato di una manata. Al 9 ottobre scorso, comunque, risulta negativo il certificato di carichi pendenti e nullo il casellario giudiziario. Accertamento che era stato richiesto proprio dal magistrato titolare dell'inchiesta sulla vicenda avvenuta alla stazione Anagnina. Per ora, dunque, l'unico procedimento penale che vede coinvolto Alessio Burtone, assistito dall'avvocato Fabrizio Gallo, è quello che fa riferimento alla morte di Maricica Hahaianu. Documentazione che è venuta alla luce durante l'udienza che si è tenuta ieri mattina davanti ai giudici del Riesame che dovranno decidere se concedere o meno gli arresti domiciliari al ragazzo accusato di omicidio preterintenzionale. L'udienza, però, è stata poi rinviata al prossimo 9 novembre, giorno in cui il Tribunale ascolterà le argomentazioni del pubblico ministero e della difesa del ragazzo: fin dal primo giorno l'indagato ha dichiarato di non essersi reso conto di quanto era accaduto. Tanto da arrivare a chiedere scusa alla famiglia della donna su un quotidiano romeno. «Credo che Alessio Burtone non abbia litigato con lei e non l'abbia colpita perché romena, ma perché è scattata una lite banale, che sarebbe potuta accadere tra altre due persone qualsiasi», ha detto il suo difensore. L'indagato, intanto, resta in carcere in isolamento: si temono aggressioni da parte di altri detenuti o azioni autolesioniste del ragazzo.