Gli asili nido chiusi consegnati "chiavi in mano"

Dieci asili nido nuovi di zecca ma con il portone chiuso. Fuori, ad arrabattarsi tra genitori, nonni e tate, poco meno di settemila bambini. Dopo l'inchiesta de Il Tempo arrivano le risposte e qualche buona notizia. «Molte strutture sembrano pronte viste dall'esterno - spiega la dirigente dell'assessorato capitolino alla Scuola, Maria Teresa Bellucci - ma di fatto mancano rifiniture interne, allaccio delle utenze e soprattutto i collaudi finali da parte degli uffici tecnici e delle Asl di riferimento. Tutte procedure però che spetta ai Municipi espletare. Il Dipartimento comunale infatti pensa alla gestione degli asili nido». I tempi, comunque sono rispettati. «Entro la fine dell'anno apriremo quattro asili - spiega l'assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio - e si tratta della prima sperimentazione dei nidi in concessione, cioè nidi pubblici dati in gestione ai privati. Su questo però c'è un po' di confusione, a volte anche strumentale, per quanto riguarda il personale. Le 150 educatrici del concorso bandito nel 2005 e chiuso nel 2009 verranno tutte assunte entro il 2012. Del resto - ricorda l'assessore - ne abbiamo già assunte 124. Di queste 58 verranno impiegate nei nuovi nidi in concessione, il bando prevede infatti che le cooperative o gli enti del terzo settore che prenderanno in gestione le strutture assumano con contratto pubblico il nostro personale e, tengo a sottolineare, si tratta di educatrici ben preparate e con titolo di studio idoneo». Il bando per la concessione si è già chiuso e la commissione è al lavoro per esaminare entro novembre tutte le richieste ricevute. Non solo. Proprio per non perdere tempo «attraverso il piano regolatore dell'infanzia abbiamo aperto un tavolo permanente che ci consente di monitorare i lavori in corso nelle strutture - continua Marsilio - e, per quanto riguarda questa sperimentazione è già prevista dallo stesso bando una verifica tra un anno». Il modello messo in pratica dal bando capitolino consente di mantenere alta la qualità del servizio offerto e, allo stesso tempo, un contenimento dei costi. Basti pensare che i costi di gestione di un asilo nido comunale ammontano a 1.200 euro al mese a bambino. «Si tratta di costi esorbitanti - commenta l'assessore - che non possiamo più permetterci. La qualità del servizio però non verrà intaccata. Il contenimento dei costi si otterrà soprattutto grazie alla centrale unica degli acquisti e alla sponsorizzazione dei privati per quanto riguarda gli arredi scolastici. Con questa sperimentazione dei nidi in concessione il costo per l'amministrazione comunale scende a circa 500 euro al mese a bambino e, come previsto dal bando ci saranno anche nuovi servizi dedicati alla famiglia in una specie di "dopo nido"».