Rapine in banca, giorno da Far west

A piedi, in banca, all'ospedale, sul treno. Con la pistola, le parrucche, un martello. Scene di ordinarie rapine. A Roma, di giorno. In quarantott'ore il campionario del crimine metropolitano si è arricchito di nuove versioni e di altri incubi. Ma anche di salvataggi in extremis e soprattutto di dimostrazioni di senso del dovere e corse coraggiose. Come l'ufficiale dei carabinieri in borghese, fuori dal servizio, che ha rincorso il malvivente, arrestando lui e recuperando il bottino. Il complice, chi ha sparato, è ricercato. I banditi rincorsi dall'ufficiale del Nas È accaduto ieri mattina, nella banca all'interno del ministero della Salute in via Ribotta, all'angolo con via dell'Oceano Pacifico, all'Eur. Intorno alle 10 due persone con abiti da lavoro e parrucche sono entrati nell'istituto di credito. Ieri era il giorno degli stipendi. La data in cui le casse avevano denaro da versare ai dipendenti in fila per riscuotere il mensile. E volevano incassare anche i balordi. I due hanno superato l'entrata senza problemi, uno era armato di pistola e l'altro di taglierino. Sapevano che in quella banca ci sono le telecamere interne ma non il metal detector. Quindi hanno travisato il volto con parrucche e cappelli e si sono armati perché sapevano che i due oggetti metallici non sarebbero stati rilevati. Una volta dentro hanno aspettato, come se fossero clienti, come le altre otto persone che si trovavano lì. I due però non attendevano il loro turno ma l'arrivo dei vigilantes della Sipro che avrebbero portato i soldi: 45 mila euro. E così è stato. Le guardie giurate sono entrate, hanno consegnato alla cassiera la sacca con gli euro e sono risaliti sul portavalori. Quindi è scattata la rapina. Il tizio con la pistola ha minacciato la dipendente, una delle quattro della filiale, facendosi consegnare il malloppo. Temendo che la situazione potesse degenerare, il colonnello Antonio Amoroso, vicecomandante del Nucleo nazionale antisofisticazioni dei carabinieri, ha detto loro di andarsene, avevano preso quello che volevano per cui non c'era bisogno di continuare a terrorizzare i presenti. I due hanno reagito. «Stai zitto, non parlare». L'altro balordo, invece, gli ha puntato la pistola in faccia, a mezzo metro di distanza. Fatta la voce grossa i due si sono dileguati. Il colonnello li ha inseguiti in strada. Il marciapiede era affollati di gente. L'ufficiale ha gridato la frase di rito: «Fermi, carabinieri» ma non ha messo mano all'arma di ordinanza che aveva con sé, troppo rischioso sparare tra la folla. Cosa che invece ha fatto il rapinatore con la pistola. Non ha esitato. Mentre correva si è voltato e ha esploso un colpo in aria e altri quattro ad altezza d'uomo in direzione del colonnello. Poteva uccidere lui ma anche i passanti. L'ufficiale ha continuato a correre raggiungendo il rapinatore, quello col taglierino e la sacca coi soldi. Il complice invece è scappato ed è ricercato. Il fermato si chiama Damiano La Russa, 50 anni, residente al Casilino, con precedenti per spaccio di droga. È accusato di rapina e tentato omicidio. Ai carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci ha detto di sentirsi male ed è stato ricoverato al Sant'Eugenio in osservazione. Il colonnello se l'è cavata con una contusione al ginocchio. Falsi vigilantes in ospedale Sempre ieri mattina, sempre camuffati tre rapinatori hanno fatto razzia nella banca interna all'ospedale San Giovanni. Intorno alle 9,30 vestiti da guardie giurate si sono fatti consegnare gli incassi sotto minaccia della pistola, dopo aver disarmato le guardie giurate. Indaga la polizia. Col martello d'emergenza Non sapevava come minacciarlo: ha strappato il sigillo al martello per infrangere il vetro dell'emergenza e si è fatto consegnare soldi, cellulare e iPod. È successo l'altroieri pomeriggio sul treno della linea Roma-Avezzano. Il rapinatore un rom di 15 anni, la vittima un ragazzo di 19: sceso alla stazione di La Rustica si è rivolto alla polizia che poco dopo ha arrestato il nomade per rapina denunciandolo pure per interruzione di pubblico servizio. Il quindicenne si è avvicinato al ragazzo chiedendogli alcune monete. Al rifiuto di quest'ultimo ha deciso di passare alle maniere forti. Ha strappato il gancio di sicurezza che assicura il martelletto frangivetro all'alloggiamento e lo ha minacciato più seriamente. Il diciannovenne si è opposto, ha avuto una colluttazione col giovane aggressore nel corso della quale ha subìto un trauma alla spalla destra. Poi è corso dal capotreno chiedendo aiuto e raccontandogli l'accaduto. Insieme hanno chiamato il 113 richiedendo sul posto la presenza della polizia. Alla stazione de La Rustica, il treno si è fermato aspettando l'arrivo delle Volanti. Giunti sul posto, gli agenti hanno individuato e bloccato il quindicenne del campo di via di Salone mentre cercava di scappare all'interno del treno, correndo da una carrozza all'altra. I poliziotti delle Volanti, diretti da Mario Spaziani, hanno trovato la refurtiva nelle tasche del minore. A terra, vicino ai soui piedi, il martelletto.