Vip e miss alla corte di Gattinoni

Serata «vipposa» alla Casina Dell'Aurora di Palazzo Rospigliosi per la sfilata di Gattinoni che ha chiuso la giornata di lunedì sera dell'AltaRoma Moda. La prima a presentarsi è stata la signora Clio Napolitano, moglie del presidente della Repubblica, vicina di casa dei Pallavicini. Presenti alla kermesse all'aperto nel giardino della Casina, la governatrice del Lazio Renata Polverini, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, gli assessori alla Cultura di Roma Umberto Croppi e del Lazio Fabiana Santini, il presidente di AltaRoma Silvia Fendi e numerose stelle della televisione come Milly Carlucci, Barbara De Rossi e Massimo Giletti.    Più che «levante», il sole che picchiava ieri sui sampietrini è stato decisamente «mettente». Almeno secondo la stilista Raffaella Curiel che con la sua voglia di giapponesimo ha proposto donne un po' aristocratiche (alla Hosoda Eishi), un po' matrioske (alla Utamaro Kitagawa), un po' guerriero samurai. Fatto è che il prossimo autunno inverno vestiremo alla nipponica. «Strizzando l'occhio al Monte Fuji, agli esili canneti, ammirando nubi e rocce che affondano nel mare – promette la Curiel - sarà un trionfo di gonne portafoglio, giacche con colli che si rincorrono divertenti e divertiti nel cadere e rialzarsi all'infinito». Con due must: il kimono multistrato dipinto a mano e alti obi con tessuti maschili come gessati, piaciuti tanto anche a Clio Napolitano, moglie del presidente della Repubblica italiana Giorgio Napoletano, in prima fila come la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e Maddalena Letta, moglie del sottosegretario Gianni Letta. Anche se tutti gli occhi erano per Barbara Lamuraglia, la crocerossina che piace al premier Silvio Berlusconi. Ha indossato l'abito da sposa in pizzo ecru in chiusura di sfilata, insieme a una ventina di «sorelle» in divisa bianca con velo e croce purpurea. Pizzo, ricami e pietre dorate a decorare i tessuti nobili, sono stati invece i veri protagonisti del defilé Abed Mahfouz, che ha evocato con gli abiti l'Opera House di Sidney, dai colori caldi e aranciati a ricordare l'autunno newyorkese di Central Park. Giada Curti, al suo debutto nell'haute couture, ha portato in passerella un mondo visionario stile «Alice nel Paese delle Meraviglie» con eccessi, ingenuità e dolcezze. Renato Balestra, col suo esercito di soldatesse di piombo, ha incantato. Puntando molto sul «pitone roccia» per giacche o piccoli paletots. Lasciando a una rete in Swarovsky neri il compito di coprire audaci scollature, con i preziosi cristalli usati anche per gli smoking con colli ricamati con effetto guru rivisitato.