Tempi duri per la critica, anche quella musicale.

Mal'”affaire Gasponi” che oggi ci si pone dinanzi agli occhi merita una particolare attenzione. Innanzitutto, da bravo cronista, i fatti. Nel 1996 il critico musicale del Messaggero, attualmente docente di Storia della musica a S. Cecilia, intervista il maestro Wolfgang Sawallisch, che rilascia durante le prove dichiarazioni poco lusinghiere sull'Orchestra dell'Accademia di S. Cecilia. Dichiarazioni invero mai smentite, ma riferite – in un secondo momento – non ai professori d'orchestra, bensì agli "aggiunti", ovvero agli avventizi. Fatto sta che il quotidiano romano lanciò in prima pagina la notizia amplificandola come uno scoop, provocando la protesta e le conseguente azioni giudiziarie da parte di ben ottanta professori della medesima orchestra contro il malcapitato critico. Ora, dopo la sentenza di primo e secondo grado, il noto critico romano è condannato per diffamazione a risarcire i musicisti con quasi 500 mila euro, una somma enorme per un comune lavoratore: una condanna per un giornalista che non ha precedenti a Roma per la carta stampata. La kafkiana vicenda sarà stamattina (ore 11.30) oggetto di una conferenza stampa presso l' Associazione Stampa Romana con gli interventi di Vittorio Emiliani, Giuseppe Giulietti, l'avv. Umberto Chiocci, Paolo Butturini e Fabio Morabito, segretario e presidente dell'ASR, il critico Sandro Cappelletto e dell'interessato.