Sala del commiato e delle nozze

Almenocosì si dice. Ma convolare a giuste nozze, con rito civile, nella stessa sala dove magari il giorno prima parenti inconsolabili e amici affranti potrebbero aver dato l'ultimo saluto al caro estinto, può togliere il sorriso anche agli sposi più scaramantici e anticonformisti. Accade a Ostia, dove con grande senso civico, il XIII Municipio ha varato la «Sala del commiato» destinata, prima a Roma, a ospitare le cerimonie civili per i defunti di Ostia, ma che all'occorrenza si trasformerà anche nella «Sala delle cerimonie» quando, cambiando veste, sarà allestita per i matrimoni. «È un atto doveroso - spiega il minisindaco Giacomo Vizzani (Pdl) - consentire una cerimonia di commiato anche a coloro che non hanno credenze religiose e penso che questa decisione debba spettare al Municipio che ha il rapporto più immediato con il cittadino». Nulla da eccepire sul piano del principio. Ma se da un lato la Sala doupleface risponde a esigenze diverse, comunque spirituali, occorrerà gestire a regola d'arte giorni e orari per evitare di sovrapporre alle lacrime della felicità quelle dell'addio. Cin.Tra.