Scontro fra treni, grave macchinista

L'ultimo vagone del treno che da Roma viaggia in velocità verso Ostia si sgancia all'improvviso. Sembra una meteora impazzita quando si lancia senza ostacoli contro il treno che corre nella direzione opposta. Lo stridio dei freni non serve a nulla. L'autista prova il possibile per evitare lo scontro. È un attimo. L'impatto violentissimo tra i due convogli è inevitabile: il boato enorme prepara uno scenario da catastrofe. I cavi spezzati si attorcigliano tra l'ammasso di lamiere. I vagoni, quello anteriore di un treno e quello posteriore dell'altro, sono accasciati uno accanto all'altro. Sono le 23.03 di ieri sera. La Freccia del Mare, quasi arrivata al capolinea di Ostia, perde l'ultimo vagone. La velocità cui si sgancia, tra la stazione di Castel Fusano e il capolinea Colombo, è sostenuta e lo scontro è fortissimo. A deragliare all'altezza di via Leopoldo Ori un convoglio della Roma Lido partito da Roma che, per cause ancora tutte da chiarire, ha perso l'ultimo vagone finito inesorabilmente contro il treno che arrivava dal binario opposto. Tra le ipotesi c'è la caduta della linea aerea a causa, sembrerebbe, del forte vento. Tre i feriti, il più grave dei quali è proprio il macchinista che si è visto arrivare contro il convoglio deragliato. Portato d'urgenza all'ospedale Grassi in codice rosso per un trauma cranico e le numerose ferite, è tuttavia cosciente. Più fortunati il capotreno e un passeggero accompagnati dall'ambulanza del 118 al pronto soccorso per essere medicati. Una tragedia sfiorata perché lo stesso incidente, se fosse avvenuto in un orario di punta con i numerosi pendolari che ogni giorno affollano la Roma Lido per raggiungere la città, avrebbe avuto conseguenze ben più gravi. Non è infatti la prima volta che il trenino che collega Roma con Ostia è protagonista di simili episodi. L'ultimo deragliamento risale al febbraio del 2007 quando il convoglio partito alle 7.40 dalla stazione di Piramide uscì dai binari pochi istanti dopo la partenza per il litorale. In quel caso si trattò di un guasto al carrello e solo la velocità moderata evitò una strage. «Il problema del deragliamento può riguardare per lo più le Frecce del Mare - spiega il presidente del Comitato "Il Trenino" Andrea Angeletti – Queste ultime infatti hanno un baricentro rialzato e proprio per questo in marcia sono meno stabili di quanto dovrebbero».