I privilegiati delle auto blu

Le regole ci sono. Ma non valgono per tutti. Il centro storico ormai è diventato una giungla dove le auto blu scorrazzano senza controlli, in barba ai divieti e all'uomo qualunque costretto a pagare le multe mentre politici e dirigenti se ne infischiano del codice della strada. I vigili ci sono ma sanzionano solo chi non ha privilegi. Basta fare una passeggiata da piazza Venezia a via del Corso, da corso Rinascimento a piazza Navona, fino a piazza di Spagna e nelle vie adiacenti al Pantheon. Le «auto del potere» sono ovunque, parcheggiate sui marciapiedi, sotto i cartelli di divieto di sosta e anche nei posti riservati ai disabili. La polizia municipale osserva e passa oltre. Il nostro viaggio inizia alle 9.30 del mattino. Da piazza di Pietra. A due passi dai palazzi del potere. Davanti al bar La Caffettiera, ci sono due posti riservati ai disabili. Il cartello è ben visibile. Ma gli spazi sono occupati da due auto blu. Dopo dieci minuti una delle due, una Lancia Thesis nera, decide di ripartire. E come se non bastasse un vigile si piazza in mezzo alla strada, con una mano ferma le macchine provenienti da piazza di Sant'Ignazio e con l'altra aiuta la Thesis a fare manovra. La nostra passeggiata prosegue. Dopo esserci imbattuti in altre dodici auto «di lusso» tranquillamente sistemate in divieto di sosta tra piazza San Silvestro, Santa Maria in Via e via del Tritone, decidiamo di tornare indietro e di imboccare via del Corso. Sono le 10. La strada è affollata. La gente va di fretta. Ma il marciapiede davanti alla chiesa di San Marcello al Corso è off-limits ai pedoni, costretti a camminare in mezzo alla carreggiata. Il motivo è semplice. Ci sono altre due auto blu che aspettano tranquillamente sul marciapiede che il privilegiato di turno torni dai suoi impegni. Basta spostarsi più nord e l'anarchia continua. Piazza di Spagna, via del Babuino e vie limitrofe sono assediate dalle auto della politica. Ne troviamo una parcheggiata con una ruota sul marciapiede alla fine di via Tomacelli all'incrocio con via del Corso. Un'area che sarebbe riservata ai taxi, comunque non di certo alle vetture dei politici. Stessa storia in via del Collegio Romano, davanti al ministero dei Beni culturali: una lancia Delta è stata lasciata comodamente nel piccolo slargo davanti all'irish pub Trinity College. Proprio in quel momento sta passando un'auto dei vigili urbani. Non accenna neanche a fermarsi. Preferisce proseguire verso il comando del I Gruppo in via dei Montecatini, a venti metri di distanza. Emblemantico quanto accade poco dopo in piazza della Rotonda, vicino al Pantheon. La solita auto blu è abbandonata in mezzo alla piazza. I vigili passeggiano con le mani in mano aiutando i turisti ad orientarsi tra le meraviglie della Capitale. E alla macchina del potente di turno neanche uno sguardo. Il racconto potrebbe continuare ancora per tutto il giorno. Quella delle auto blu è un'autentica invasione. Le vetture intestate alla pubblica amministrazione e registrate nel territorio del Comune di Roma, secondo i dati forniti dall'Aci, sono 1.386. Nell'intero Lazio il numero sale a 2.900 (in tutta Italia sono 51.368). Ma sono dati notevolmente sottostimati. Perché non contano tutte quelle auto a noleggio con conducente che servono privatamente i dirigenti degli enti pubblici, dai Comuni alle Comunità montane, dalle Asl alle società partecipate. Il dato ufficiale allo stato attuale è ancora un mistero. Intanto i parcheggi per i romani che vanno a lavoro scarseggiano. Soprattutto nel centro storico.