Sesso e ricatti tra senzatetto

Ricatti sessuali ai senzatetto in cambio di un letto nei palazzi occupati di Roma. È questo il sospetto: che negli edifici dove i kapò rossi dettano legge, le richieste sessuali non siano solo legate a un singolo episodio ma una leva per estorcere prestazioni a chi non sa dove andare a dormire. E chi si ribella viene stuprato. Come è accaduto alla quarantenne romana nella ex scuola «8 Marzo», oggetto della prima indagine di polizia giudiziaria sulle illegalità all’interno delle occupazioni. O me la dai o fuori da qui. Il ricatto sessuale in cambio di un letto nei palazzi occupati di Roma. Come è successo alla quarantenne italiana che, rimasta senza una casa dopo lo sfratto, si era rivolta all'ex scuola «8 marzo» alla Magliana per avere un tetto, ed ha denunciato uno stupro. E potrebbe non essere un caso, ora che nella riflessione su quel che è accaduto, si fa largo il sospetto che i ricatti sessuali consumati negli edifici dove i kapò rossi dettano legge non siano soltanto un episodio legato alla singola violenza sessuale contro la quarantenne italiana nell'ex scuola di via dell'Impruneta, ma una leva per estorcere favori sessuali a chi non sa dove andare a dormire. Apre lo scenario Daniela Chiappetti, consigliere Pdl del Municipio II, che prova a leggere i fatti del suo quartiere in una chiave nuova, alla luce di quanto è accaduto alla periferia sudovest. Per Chiappetti «lo stupro della Magliana può far riflettere sul recente tentato stupro nei tunnel-dormitorio di Porta Pia», quello dove qualche giorno prima lo sgombero di venerdì una senzatetto è riuscita a scampare alla violenza sessuale, ma non alle botte, solo perché qualcuno l'ha sentita urlare. Che c'entra il tentato stupro di Porta Pia coi ricatti sessuali in cambio di un posto dove trascorrere la notte? «Quei tunnel sgomberati venerdì sono sempre stati considerati dai residenti, che ce li hanno segnalati, come la succursale dell'ex sede Inpdap occupata a fine settembre di tre anni fa dai centri sociali» dice la Chiappetti. «Succursale» sì, perché chi non trova posto nel palazzo gestito dai kapò rossi «finisce nei sottopassi di Porta Pia». E tenta di imporre la sua legge ad altri disperati. Come è successo alla barbona. «La donna scampata allo stupro aveva chiesto e ottenuto il permesso di trascorrere la notte nel sottovia - ricorda Chiappetti - ma poi è stata obbligata a sottostare al ricatto sessuale e sappiamo come è andare a finire». Nei sottopassi sgomberati, intanto, sono già spuntati bottiglie, cartoni e coperte, dice Massimo Inches, consigliere Pdl e commissario nella sicurezza del II Municipio. «Si stanno già riprendendo il territorio» dice. Ma tutto il quadrante Porta Pia-Corso d'Italia-Piazza Fiume sembra una polveriera pronta ad esplodere: ci sono gli spacciatori, la guerra tra bande di parcheggiatori e il palazzo Inpdap è sempre occupato. I residenti lo temono, e lo additano come un «baricentro dell'illegalità». Ma in quel palazzo non entrano neanche i vigili urbani. «E noi non possiamo dire che le illegalità siano da ricondurre al palazzo occupato perché le verifiche spettano agli organi competenti - dice il presidente della commissione Sicurezza del II Municipio, Roberto Cappiello - anche se abbiamo raccolto tante segnalazioni dei residenti che si dichiarano terrorizzati». C'è di che avere paura. «Si sono verificati alcuni fatti - ricorda Cappiello - come appunto il tentativo di stupro nel tunnel, gli arresti per spaccio a Porta Pia, il fenomeno dei parcheggiatori abusivi con due bande che si contendono piazza Fiume, una di nomadi, e un'altra di senegalesi, che ha fatto registrare anche l'accoltellamento di un nordafricano, che hanno ampliato la paura. E, nella pole position dei timori resta il palazzo ex sede dell'Inpdap, «che stranamente l'ente pubblico non ha mai ancora denunciato anche se per sgomberarlo non servirebbe neanche la denuncia di parte, perché è un edificio pubblico » sottolinea Stefano Vittori, membro del comitato «Riprendiamoci il quartiere». «C'è un grave disagio che deve essere affrontato nel giusto modo» ammette Cappiello che ha richiesto un consiglio straordinario sulla sicurezza, per il 4 marzo, cui sono stati invitati anche il delegato del sindaco alla Sicurezza Giorgio Ciardi e il presidente della commissione Sicurezza del Campidoglio Fabrizio Santori. «Chiederemo maggior controllo, installazione delle telecamere anche per monitorare i sottopassi, che sono una succursale del palazzo occupato, i personaggi che bivaccano sono sempre gli stessi - conclude Cappiello -, ma chiederemo anche la riqualificazione di Corso Italia e piazzale di Porta Pia e delle mure aureliane anche in virtù dell'anniversario dell'Unità di Italia».