Niente sconti di pena Sedici anni per Doina

La nuova vita di Doina Matei comincerà fra 16 anni. La Cassazione ha infatti confermato la condanna nei confronti della ragazza romena che ha ucciso Vanessa Russo con un colpo di ombrello nell'occhio. La Suprema Corte ha dunque accolto le richieste del procuratore generale e ha reso definitiva la pena emessa nel novembre 2008 dai giudici della Corte d'assise d'appello che, a loro volta, avevano condiviso la pena inflitta dal gup al termine di un processo che si era svolto seguendo il rito abbreviato. La giovane ex prostituta romena, che il 26 aprile del 2007 uccise Vanessa Russo, 22 anni, in una affollata stazione Termini sfondandole il cranio, trafitto dalla punta di un ombrello, rimarrà detenuta nel penitenziario di Lecce. Il giorno della tragedia le due ragazze si trovavano in un vagone della metropolitana. Durante il tragitto tra loro scoppiò una discussione verbale, probabilmente a causa di alcune spinte. Un diverbio che, appena scese dal convoglio, si trasformò in una vera e propria lite. Fin dal primo momento Doina Matei ha sempre affermato che non voleva uccidere Vanessa e che si era trattato di un tragico incidente. La Cassazione, invece, ha deciso altrimenti, respingendo il ricorso della ragazza, che si è vista confermare la pena con l'accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. Il giudice di primo grado nella sentenza sostenne che «Doina Matei intendeva ferire Vanessa Russo e colpendola ne» aveva «provocato la morte come conseguenza non voluta, nemmeno nella forma del dolo eventuale, della propria condotta», decidendo così di derubricare il reato di omicidio volontario in preterintenzionale. Ad aggravare nel corso dei processi la posizione della romena, il suo comportamento subito dopo la violenta discussione. La giovane, infatti, lanciò su Vanessa, sanguinante, l'ombrello usato epr colpirla e fece perdere le sue tracce. Fu poi arrestata a Tolentino, nelle Marche.