«Adesso vogliamo solo ricominciare»

«Grazieavvocati, anche questo aiuta per un nuovo inizio». Con poche parole, quasi sussurrate al telefono dei suoi due legali che le hanno comunicato l'esito della sentenza, la ragazza, ora 22enne, che venne violentata dai quattro romeni, così ha accolto ieri la sentenza della loro condanna. Anche ieri, come nella prima seduta dell'udienza preliminare, ha preferito evitare d'incrociare lo sguardo con i suoi aguzzini. Un confronto che il suo fidanzato, l'operaio 25enne di Colle Fiorito, ha invece voluto bissare, tenendo lo sguardo fisso, ma senza mai proferire parola, sui quattro imputati. Che non hanno mai ricambiato l'attenzione, nonostante i piccoli spazi dell'aula delle udienze in fondo al primo piano del Tribunale di Tivoli. Giubbino di pelle e capelli a spazzola fissati col gel, il 25enne si è presentato anche ieri quasi scortato da sua cognata, la sorella più grande della fidanzata. Sull'accoglimento della presenza in aula della giovane già giovedì, in sede d'apertura dell'udienza, c'erano state schermaglie procedurali. «Sì, perché in aula può essere ammesso solo chi è direttamente coinvolto nel procedimento», spiega l'avvocato Pietro Nicotera, legale di parte civile per il Comune di Guidonia. Ma ieri la ragazza si è ripresentata, fermandosi nel piccolo corridoio davanti all'aula. È stato il futuro cognato che, alle 12.45 dopo due ore di sospensione per la camera di consiglio, l'ha informata della sentenza con un grande senso di liberazione. «Finalmente, dopo questo anno orribile», ha sospirato ai suoi legali, impegnati fino a due ore prima nelle repliche con cui si è aperta la seconda ed ultima seduta. «Lui è stato decisamente decoroso, apparentemente freddo e molto forte nel voler rivivere quanto ha subito durante tutta l'udienza preliminare», racconta con sincera ammirazione il suo legale, Ludovica Ludovici. «In questi giorni mi ha confidato che questa atroce esperienza li ha finiti di unire ancor di più con la sua fidanzata - rivela l'altro avvocato, Antonio Todero - No, ancora non si parla di matrimonio, anche perché sono giovanissimi, ma vogliono andare avanti e recuperare fino in fondo quella vita serena e felice incrinata così fatalmente quella tragica notte». La sentenza di ieri, e la continua vicinanza, anche in questi due giorni di Tribunale, sia con il colonnello Rosario Castello, comandante dei carabinieri del gruppo di Frascati, che con il capitano della compagnia di Tivoli, Luca Palmieri, non hanno fatto dimenticare al 25enne di Guidonia di esprimere «un vivo ringraziamento per tutto quello che ha fatto l'Arma in questi mesi». Anche lui adesso, che ha un'attività in proprio nella quale è riuscito gradualmente a coinvolgere anche la fidanzata ventiduenne dopo la terapia di supporto, che li ha aiutati a cercare di metabolizzare quello che è successo, è pronto per un «nuovo inizio». Ant. Sbr.OREDROB:#SBRANT@%@