Regionali, corre Alicicco

AngelaOrecchio In lista per riassestare la sanità. È questo l'obiettivo primario del nuovo Movimento civico per la salute dei cittadini del Lazio (www.listasanitalazio.moogo.com il sito per poter esprimere giudizi, consigli e segnalazioni sulla lista e sui disservizi della sanità). Un'associazione «apolitica», come la definisce il candidato in corsa alla presidenza della Regione, il professore Ernesto Alicicco, ex responsabile dello staff medico della Roma, che vuole essere in primis a servizio del cittadino. Una lista che chiede di avere la piena gestione della sanità del Lazio, «perché - parola di Alicicco - siamo competenti in materia», e lascerà ad altri, da loro scelti, gli assessorati vacanti. Aumentare i mezzi di trasporto, riorganizzare le strutture fatiscenti, implementare il servizio dell'Ares 118 rendendolo in grado di smaltire le urgenze portando i pazienti direttamente nell'ospedale più vicino e più specializzato a seconda dell'emergenza e, infine, mettere in grado le strutture di capoluogo di provincia di operare 24 ore su 24. Ecco i punti salienti del programma che il professor Severino Antinori, luminare ginecologo, e gli altri propongono. Un équipe d'eccezione, composta da illustri medici, che cercherà di risanare la situazione ospedaliera del Lazio analizzando gli aspetti dall'interno. Un obiettivo importante che pensano di raggiungere «armonizzando innanzitutto il privato con il pubblico», spiega Antinori. È necessario che le cliniche mettano il 50% in mano ai servizi pubblici, quando necessario, e che si sviluppi il sistema territoriale. Sono questi i primi gradini da salire per cercare di risanare il debito. Aumentando il sistema territoriale e quindi dando più assistenza domiciliare, secondo Antinori e Alicicco, si smaltirebbero notevolmente le file al pronto soccorso. Dopo lo «Sfascio e Ruberie», questo il titolo della conferenza tenutasi ieri all'hotel Cavalieri Hilton, «fatto e lasciato dalle ultime amministrazioni - spiega Alicicco - bisogna ridare fiducia alla gente». Per il professor Fioranelli: «Nel Lazio su 3800 infarti non sono stati curati in modo adeguato con l'angioplastica primaria il 55%». Un dato, secondo Antinori, «che la dice lunga sullo sfascio della sanità della Regione. I cittadini siano partecipi alla sanità del Lazio».