Tour alcolici, blitz e denunce

Pagavano da venti a trenta euro per ubriacarsi di notte in giro per il centro della Capitale. Un esercito di giovani ubriachi che creavano pericolo per i cittadini, intralcio alla circolazione, schiamazzi. E che alimentavano un enorme business in nero, quello del «pub crawl», letteralmente una «nuotata tra i bar». Giovani turisti, per lo più australiani e nordamericani, erano i clienti principali degli organizzatori di veri e propri tour alcolici tra i locali e le discoteche della città. Appuntamento in quattro punti-cardine della movida e logisticamente ideali per i turisti stranieri (piazza Navona, stazione Termini, Colosseo, piazza di Spagna) e poi via per le strade del centro, dove i partecipanti al «pub crawl» effettuavano dei veri e propri «pit-stop» alcolici nei pub che, d'accordo con gli organizzatori, somministravano la consumazione - spesso di scarsissima qualità - compresa nel prezzo. Un fenomeno sul quale si è focalizzata l'attenzione del commissariato Trevi Campo Marzio che, a partire da giugno, ha avviato insieme al I Gruppo della Polizia muncipale e alla Asl RmA, una lunga e complessa operazione contro il «pub crawl». Alla fine di questi mesi di indagini, sono 13 le persone denunciate; 33 i locali sottoposti a provvedimenti di chiusura immediata (10 quelli direttamente collegati al «pub crawl»); due attività, appartenenti a un trentatreenne bulgaro, fra gli organizzatori di questi tour, sono state sanzionate per mancanza delle autorizzazioni. Inoltre, è stata inviata al I Municipio la proposta di sospensione dell'attività per quattro esercizi e due di revoca dell'autorizzazione per motivi relativi al disturbo della quiete pubblica e sicurezza urbana, danno alla salute pubblica e intralcio alla pubblica viabilità. Infine, dato che sono state riscontrate palesi violazioni delle normative fiscali - in sostanza si trattava di guadagni in nero - sono stati trasmessi gli atti alla Guardia di Finanza e tutti i responsabili denunciati alla Procura per evasione fiscale. Durante i controlli della Polizia Municipale e della Polizia di Stato, nei pub e nei bar coinvolti, sono state chiuse 10 attività per carenze igienico-sanitarie e strutturali; di queste, sette sono ancora chiuse. Nel corso dei controlli, inoltre, altre 23 attività - non direttamente riconducibili al «pub crawl» - sono state chiuse sempre per carenze igienico-sanitarie e strutturali. D i queste, 4 sono ancora chiuse. Infine, oltre quelle già elencate, sono state inoltrate alla Procura le seguenti denunce: 6 per agibilità dei locali di pubblico spettacolo; 2 per disturbo alla quiete pubblica; 9 per frode in commercio; 4 per inottemperanza alle Ordinanze prefettizie; 11 per inosservanza di altri provvedimenti; 2 per mancato pagamento diritti Siae; 3 per tutela personale dipendente. Il «pub crawl» è un fenomeno di derivazione anglosassone nato intorno alla fine degli anni Novanta, in modo quasi spontaneo e su iniziativa di pochi soggetti. Nel corso del tempo il «pub crawl» si è poi trasformato in un'attività a scopo di lucro. I turisti venivano reclutati col volantinaggio da ragazzi pagati in nero o su internet. Ogni ragazzo pagava da 20 a 30 euro, in cambio aveva diritto a consumazioni gratis di alcolici di scarsissima qualità in ogni locale visitato, più sconti su eventuali altre consumazioni, sulle quali gli organizzatori prendevano una percentuale dai gestori dei locali, quasi tutti non in regola. Gli organizzatori potevano arrivare a guadagnare cinquemila euro a serata. Tutti in nero. Dalle indagini è emerso che i tour erano quattro, riconducibili a organizzazioni e punti di ritrovo diversi: «Rome bar tour» di piazza Navona lungo il seguente itinerario: piazza Navona, via di Tor Millina, Piazza del Fico, via del Governo Vecchio, Corso Vittorio Emanuele II; «Roma City Pub Crawl» nei pressi della stazione Termini e da lì verso via Castelfidardo, via Solferino, piazza Santa Maria Maggiore, via Cavour, via IV Novembre; «Tour Colosseum» con appuntamento di partenza nei pressi della stazione metropolitana Colosseo lungo l'itinerario Colosseo, via dei Fori Imperiali, via Cavour, via Claudia, Largo Magnanapoli, via IV Novembre, p.zza Venezia, via del Plebiscito, C.so Vittorio Emanuele II; «Tour Best of Roma Spanish Step»: appuntamento a piazza di Spagna e poi viaggio alcolico lungo via Condotti, largo Fontanella Borghese, vicolo di San Biagio, Corso Rinascimento, Largo dei Chiavari, piazza del Teatro di Pompeo, Piazza della Cancelleria, Corso Vittoria Emanuele II, via IV Novembre, via Vittoria Colonna. Ora questa attività non esiste più. «L'abbiamo sgominata del tutto. Abbiamo impiegato diversi mesi, ma ci siamo riusciti - commenta soddisfatto Michele Laratta, dirigente del commissariato Trevi Campo Marzio - Ora continueremo a vigilare affinché questi pub crawl non vengano più organizzati, perché costituiscono un pericolo sia per i cittadini sia per i partecipanti. Ricordo che ad agosto un ragazzo che aveva preso parte a uno di questi tour morì cadendo ubriaco da un parapetto sul lungotevere. Al sesto-settimo pub i ragazzi non erano più presenti a se stessi. Il giro d'affari poi era enorme. Un'attività completamente illecita, perché prendendo uno per uno tutti i soggetti coinvolti abbiamo scoperto irregolarità nei locali, carenze igienico-sanitarie, disturbo della quiete pubblica, frodi fiscali, somministrazione abusiva di alcolici». Un ruolo importante, nell'operazione, lo hanno svolto i cittadini: «Le associazioni di quartiere e i residenti - spiega ancora Laratta - ci hanno dato una sostanziale aiuto con le loro segnalazioni. È bene segnalare questi episodi, perché le forze dell'ordine hanno sempre bisogno della collaborazione dei cittadini».